Casa Hollywood, dal vecchio cinema a luci rosse a residenze di lusso ad alta efficienza energetica

di Maria Chiara Voci

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Questo articolo è stato pubblicato il 26 maggio 2014 alle ore 16:03.

Giorgio Perottino

Giorgio Perottino

Per chi percorre corso San Maurizio in direzione del sottopasso di corso Regina Margherita, verso uno degli incroci più trafficati di Torino, è impossibile non notarla. Casa Hollywood si distingue, fiera, rispetto al profilo degli altri edifici. Per la sua forma, quasi sferica, come sospesa tre piani sopra terra, grazie al grande atrio vuoto, che dischiude un piccolo e moderno giardino urbano. Per l'uso spinto del vetro e del cemento, che rende quasi tangibile l'altissimo impiego di tecnologia nell'edifico. Soprattutto perché sulle terrazze, che si stagliano a 40 metri da terra, svetta un piccolo bosco di alberi da frutto, all'interno del quale sono inserite arnie di api che producono miele.

Dopo tre anni di ristrutturazione, ha aperto le sue porte alla città per la prima volta la nuova residenza smart, che ha preso il posto dell'ex cinema a luci rosse Hollywood, di corso Regina Margherita 104/106. Edificio dalla storia complessa: a fine Ottocento era un piccolo teatro popolare, bombardato durante la Guerra. Poi è stato riconvertito a grande schermo. Il progetto di restyling è dell'architetto Luciano Pia, in collaborazione con Silvia Ferrero e Giovanna Furbatto. L'investimento è della DeGa, storica azienda di costruzioni di Torino.
Entrando nel fabbricato immerso nel traffico, la sensazione che colpisce è il silenzio. La tripla pelle vetrata e trasparente, che protegge la struttura dall'esterno, la isola dai rumori e dall'inquinamento, pur non ostacolando la visuale verso la collina e il centro storico. La facciata, esposta verso sud, funziona come un grande collettore solare per raccogliere l'energia e immagazzinare calore. Al piano terra, un ampio atrio, aperto alla città e che introduce i visitatori verso la vecchia scena del teatro, riconvertita in abitazione.

«La forma scelta – spiega l'architetto Pia – è quella di un cocomero, che tende alla sfera. Perchè le linee sferiche sono quelle che consentono le migliori performance sotto l'aspetto energetico. Verso corso Regina, il fabbricato preesistente è stato completamente demolito e ricostruito. Verso via Fiocchetto, invece, si è mantenuta in vita la facciata tardo-ottocentesca, vincolata dalla Soprintendenza».

Casa Hollywood accoglie diverse destinazioni d'uso. Al piano terra, un locale commerciale su tre piani, che sarà usato come bookshop o come temporary store. Nel cuore, la residenza. Ai due piani più alti, una suite di lusso, acquistata dall'hotel Boston di Torino. «Dei 26 appartamenti presenti – commenta Giorgio Gallesio, della DeGa – ne abbiamo già venduti 22. Alcune unità sono oggi abitate. Per altre, siamo in fase di stipula degli atti. Il prezzo medio di aggira intorno ai 4.500 euro al mq. Per la maggior parte, gli alloggi presentano metrature intorno ai 90 mq».

A fare la differenza, nell'ex cinema, è soprattutto la tecnologia e l'impatto ambientale ridotto a quasi zero. «L'aria convogliata dalla parte nord dell'edificio – spiega ancora Pia – passa attraverso l'intercapedine fra le due pelli vetrate e viene riscaldata e convogliata verso l'alto, dove sono posizionate le pompe di calore. Dietro la parete vetrata, altre verande trasparenti funzionano come collettori solari a servizio delle singole unità immobiliari. L'impiantistica dell'intero edificio è, infine, studiata in modo da permettere uno scambio immediato di calore fra la parte nord e sud del fabbricato».

All'ultimo piano, dell'hotel Boston, è infine ospitato un vero e proprio orto urbano. «Abbiamo voluto dimostrare che anche a Torino è possibile far crescere alberi da frutto – spiega Secondino Lamparelli, di Naturart, che ha progettato il giardino pensile -. Sul terrazzo sono ospitati ciliegi, kaki, peri, meli, giuggioli, melocotogni, susini. Alla base si stende un bosco di fragole e piante aromatiche. E poi le api. In centro città come in campagna».

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