Fort-Brescia, architetto del grattacielo residenziale più alto d'Italia: «Oggi Milano insegna al mondo come vivere in altezza»

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2014 alle ore 19:30.

L'architetto Bernardo Fort-Brescia

L'architetto Bernardo Fort-Brescia

«Tutto il mondo oggi guarda a Milano per progettare il vivere in altezza». L'esempio arriva dalla torre Solaria, il grattacielo residenziale più alto d'Italia che svetta nel nuovo quartiere di Porta Nuova Varesine, la maxi-rigenerazione urbana che ha cambiato la skyline del capoluogo lombardo. A dirlo è l'architetto che l'ha progettata, Bernardo Fort-Brescia dello studio Arquitectonica di Miami che spiega a Casa24 Plus quali sono le caratteristiche che rendono unico l'edificio alto 143 metri (34 piani) sviluppato da Hines Italia Sgr e certificato Leed.

A chi pensava quando ha progettato questo edificio?
Ho pensato alle esigenze dei futuri residenti di Milano. Chi ha comprato un'abitazione in Solaria vuole vivere qui, anche se è uno straniero che vive a Milano per lavoro, altrimenti avrebbe scelto un hotel. Prima di iniziare la progettazione ho visitato la città, studiato i suoi edifici e chiesto alle persone del posto cosa volevano dall'appartamento dei loro sogni. E cercando di esaudire i loro desideri mi sono accorto che, nel farlo, stavo progettando una torre residenziale unica al mondo e davvero sostenibile.

Che cosa rende unica la torre Solaria?
Innanzitutto tutti mi chiedevano che le camere, compresa la cucina e il bagno, avessero un sistema naturale di ventilazione e che l'aria potesse circolare da un lato all'altro della casa, senza dover dipendere dall'aria condizionata. Poi che l'appartamento ricevesse luce da più di un lato, preferendo una tripla e, perché no, una quadrupla esposizione degli interni. Un'altro desiderio esaudito erano le grandi finestre, per non avere bisogno di accendere la luce durante il giorno. Tanto che le vetrate non sono interrotte da colonne negli angoli per dare un senso di continuità. Allo stesso tempo però non volevo creare una semplice torre di vetro, ma lasciare sulle pareti alcuni punti in muratura per dare la possibilità di appendere quadri e personalizzare gli interni.

E le terrazze? A Milano non se ne trovano di così ampie...
Ma i milanesi le adorano. Infatti le vorrebbero sempre più grandi, è una delle loro prime richieste quando cercano casa. Cercano un balcone dove piantare fiori, ma anche semi da coltivare. L'uso del vetro sulle balaustre consente alla luce di filtrare, ma allo stesso tempo è stato ombreggiato di bianco per evitare l'effetto "vertigini" ed aumentare il senso di privacy e protezione all'interno delle residenze.

E come è stato possibile realizzare tutto questo?
Questa è stata la vera sfida, perché se tutte le stanze devono avere una finestra devi calcolare un perimetro che lo consenta. Solamente con una forma diversa al semplice rettangolo consente di moltiplicare l'esposizione. Quello che ho fatto è stato comporre in ogni piano tre residenze, una piccola, una media e una grande. E assemblando i tre elementi lungo l'asse principale è stato possibile triplicare i punti di vista. Non c'è ripetizione o modularità. Ho cercato di fare qualcosa che fosse molto più organico e meno industriale. E tutti questi aspetti, insieme, rendono l'edificio più sostenibile di altri.

In che senso?
Tutte le caratteristiche che abbiamo elencato rispecchiano il vero modo di progettare in senso moderno e sostenibile. A fare la differenza non sono le più innovative tecnologie edilizie che riducono l'impatto ambientale. Che comunque ci sono anche in Solaria, dai sistemi speciali di isolamento termico, all'uso delle fonti rinnovabili. Ma questi sono aspetti ormai presenti in tutti gli edifici di nuova generazione. Sono la ventilazione, l'orientamento e la profondità del grattacielo, in realtà, i veri aspetti che riducono al minimo il fabbisogno energetico dell'edificio e la necessità di accendere a tutte le ore le luci interne alle abitazioni consumando elettricità. Puntiamo a costruire edifici che non dipendano più dalle macchine e che usino la natura come risorsa naturale.

A Milano, però, non siamo abituati a vivere in altezza...
Corretto. Ma questo è un modo di vivere in altezza del tutto milanese. In altre grandi città questi valori non importano così tanto. Ad esempio la ventilazione naturale non viene apprezzata da tutti come accade qui. Ad esempio a New York questo edificio avrebbe potuto essere un semplice parallelepipedo, con appartamenti esposti solo da un lato e la cucina e il bagno sul retro. Di recente ho deciso di esportare questo modello di progettazione anche a Miami, dove ho appena costruito un edificio con le stesse caratteristiche di Solaria. Ed è stato subito un grande successo, tutti vogliono vivere così adesso.

Cosa significa per lei firmare un progetto così importante in una città come Milano?
Milano è una città piena di grandi cambiamenti. Questo progetto simboleggia l'arrivo del nuovo secolo: qui si sviluppano la crescita economica, i contatti di business e i giovani preferiscono trasferirsi qui lasciando la provincia. La densificazione della città è un dato di fatto. Diventa però un processo sostenibile solo se le persone possono muoversi a piedi, camminando, e non in automobile per andare al lavoro. Dalla torre Solaria possono raggiungere qualsiasi destinazione nel centro di Milano davvero velocemente. Ma allo stesso tempo le torri non ne sono in mezzo al centro storico, non hanno distrutto niente. Il progetto rappresenta un ottimo esempio di come sia possibile rigenerare un area urbana dismessa creando, non solo un hub di uffici come la Defance di Parigi, ma un vero e proprio polo di attività con anche negozi e residenze.

TAGS: Bernardo Fort-Brescia | Hines Italia Sgr | Miami | Milano

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