Londra, le case costano il doppio rispetto al resto della Gran Bretagna

di Nicol Degli Innocenti

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Questo articolo è stato pubblicato il 02 luglio 2014 alle ore 11:46.

(Corbis)

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Il divario tra Londra e il resto della Gran Bretagna sta diventando una voragine: un nuovo studio della societá di servizi immobiliari Cushman & Wakefield rivela che, per la prima volta da 41 anni, il prezzo medio delle case nella capitale è ora il doppio rispetto ai valori medi nel resto del Paese.

Il prezzo medio di una casa a Londra è 362.699 sterline, contro le 178.124 del resto del Paese, secondo l'indice mensile dei prezzi immobiliari di Nationwide, iniziato nel 1973. Il trend medio degli ultimi 41 anni è stato di un valore nella capitale di una volta e mezzo il valore in Gran Bretagna. Il prestigioso quartiere di Kensington & Chelsea è il piú costoso in assoluto, con un prezzo medio della case di 10.854 sterline al metro quadro, tredici volte il valore del posto piú a buon mercato: Stanley, in County Durham nel nord dell'Inghilterra, dove un mq costa 818 sterline. Secondo i dati di Halifax i venti posti piú costosi in Gran Bretagna sono tutti quartieri londinesi.
Lo status di Londra come centro finanziario e la forte domanda da parte di investitori esteri, soprattutto dai mercati emergenti, hanno contribuito a fare salire i prezzi, che hanno ora superato del 19% i livelli massimi toccati prima della crisi del 2008. Per i quartieri centrali piú gettonati dai ricchi stranieri, l'incremento è stato del 50 per cento. Le previsioni sono di un ulteriore aumento del 9,2% quest'anno, ma il mercato sembra accelerare ancora di piú, dato che solo nel primo trimestre 2014 i prezzi sono giá saliti del 5,1 per cento.
La ricerca di Cushman & Wakefield conferma i timori che il boom dei prezzi abbia ormai messo l'acquisto di una casa fuori dalla portata della maggior parte dei residenti di Londra. Secondo l'Ufficio nazionale di statistica, infatti, gli stipendi dei londinesi sono piú alti solo del 30% rispetto alla media nazionale e non riescono quindi a tenere il passo con l'incremento dei valori immobiliari nela capitale. Per questo si sta verificando una ‘fuga dalla cittá', rileva lo studio, con un numero sempre maggiore di proprietari che vendono casa a Londra e scelgono la vita del pendolare trasferendosi in cittá vicine dove i prezzi sono piú bassi.
"I prezzi immobiliari di Londra dominano sulla Gran Bretagna, ma stanno creando problemi per i residenti della capitale che non se li possono permettere, - spiega Jack Simmons, lead partner della divisione britannica di Cushman & Wakefield. – Potremmo vedere una divisione nel Paese, con i londinesi costretti a stare in affitto mentre chi è fuori dalla cittá puó comprare casa. In futuro prevedo che le giovani generazioni preferiranno affittare piuttosto che sobbarcarsi un enorme debito sul lungo termine." Nel primo trimestre 2014 infatti c'è stato un calo del 7% delle richieste di mutuo.
La Banca d'Inghilterra ha espresso timori su un aumento eccessivo dei prezzi immobiliari che potrebbe creare una bolla insostenibile e intrappolare milioni di persone in una ‘spirale di debito', soprattutto in vista del previsto aumento dei tassi d'interesse nel 2015. Per questo il governatore Mark Carney la settimana scorsa ha annunciato le prime limitazioni sui mutui da trent'anni, con l'obbligo ad esempio di controlli piú severi sul reddito di chi chiede un mutuo da parte delle banche.

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