Nomisma: acquisti di case in (lenta) ripresa, prezzi ancora giù

di Emiliano Sgambato

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 luglio 2014 alle ore 11:51.

(Ansa)

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Compravendite in lieve ripresa e prezzi ancora in calo. Sono le prospettive del mercato immobiliare residenziale secondo l'Osservatorio Nomisma sulle grandi città. Se da un lato l'entusiasmo che si era acceso lo scorso autunno si è ridimensionato - anche a causa delle incertezze legate alla Tasi, dopo la "illusoria" cancellazione dell'Imu 2013 - dall'altro, per la prima volta la tanto annunciata "ripresina" è confortata dai dati positivi relativi al primo trimestre 2014 e dall'aumento dei mutui erogati .

La congiuntura
Secondo l'istituto bolognese, la strada della ripresa rimane però "lunga e tortuosa". Soprattutto a causa del perdurare della crisi, con le previsioni sul Pil ancora una volta in ribasso rispetto a qualche mese fa. «Purtroppo si rafforza una prospettiva di stagnazione – commenta Luca Dondi, direttore generale di Nomisma – e i dati hanno ridimensionato quel poco ottimismo, anche sullo scenario macroeconomico, che si era profilato a fine 2013. Sul residenziale comunque la prospettiva resta migliore che in altri segmenti». La domanda però cala: oggi, secondo l'Osservatorio, le famiglie alla ricerca di una casa sono poco più di 324 mila contro le quasi 730 mila di un anno fa, mentre quelle potenzialmente interessate sono 1,6 milioni a fronte dei quasi 2 milioni del 2013. «Anche se il numero dei potenziali interessati all'acquisto si riduce – commenta Dondi – rimane l'interesse sufficiente ad alimentare l'aumento degli scambi, anche grazie alle maggiori possibilità di acceso al credito. Soprattutto se i prezzi scenderanno ancora e le prospettive economiche generali miglioreranno. Forse è stata sottovalutato l'impatto della lentezza del repricing in corso: finché non si troverà un punto di equilibrio su questo fronte, sarà difficile superare la vischiosità del mercato».

Le compravendite
Dopo un 2013 che ha chiuso con un calo delle compravendite del 9,2%, a quota 403mila, nel primo trimestre, dopo tre anni, si è tornati al segno più: il 4,1% fatto registrare per le abitazioni potrebbe essere però stato anche condizionato, secondo le Entrate, dal regime fiscale più favorevole in vigore dal primo gennaio, che potrebbe aver fatto posticipare i rogiti a cavallo tra il 2013 e il 2014. Le stime di Nomisma prevedono comunque un rafforzamento del trend, con gli scambi che a fine anno arriveranno a 435mila (+8% sul 2013), per poi salire a 487mila nel 2015. Comunque si tratta di numeri lontani non solo dal picco delle 869mila compravendite del 2006, ma anche dalle 600mila del 2011. Se si limita il discorso alle sole grandi città, però, gli scarti diventano più consistenti: nei primi tre mesi dell'anno, infatti, i centri maggiori hanno fatto registrare un +7,4% di compravendite.
Nonostante l'inversione di tendenza sul lato scambi, lo stock di invenduto resta comunque elevato e la domanda debole: basti dire che il tempo medio di vendita rilevato nelle 13 città si attesta tra gli 8 e i 9 mesi, mentre lo sconto medio è del 16,5% per l'usato e 11,9% per il nuovo.

I prezzi
Indicatori sostanzialmente stabili rispetto agli ultimi semestri, anche se Nomisma nota i primi segnali di avvicinamento delle richieste inziali ai livelli dei prezzi di mercato. Le quotazioni, comunque, si assesteranno ancora verso il basso. Le previsioni Nomisma per fine anno (-4,6%) ricalcano il dato Istat sul primo trimestre diffuso la settimana scorsa. E anche il 2015 – ma l'affidabilità cala – dovrebbe essere negativo (-1,2%). Dall'inizio della crisi comunque il calo reale dei prezzi (cioè inflazione compresa) è stato secondo Nomisma del 26 per cento.
Ma quanto costa comprare una casa oggi? I prezzi medi più alti sono a Milano (3.114 euro al mq), segue Roma (3.087 euro), dove nell'ultimo anno si è registrato il calo massimo (-5,2% nominale) come a Bari e Palermo (vedi grafico). I prezzi sono scesi meno invece a Milano (-4%), a Padova e Torino. Tra il 2008 e il 2014 è stata invece Bologna a perdere più valore (-25,5%), mentre a Bari il calo di è fermato al 13,2%. A guidare la "classifica" degli sconti c'è Palermo con il 22%; sul fronte tempi di vendita si va dai 7 mesi di Palermo agli 11 di Padova.

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