Citylife apre al rent to buy: le residenze Hadid e Libeskind si potranno affittare (e riscattare)

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 15 luglio 2014 alle ore 07:49.

Sono 44 gli appartamenti messi in affitto da Citylife nel nuovo complesso residenziale firmato dall'architetto Daniel Libeskind a Milano. La società che sviluppa il maxi-intervento di rigenerazione urbana dell'ex polo fieristico cittadino a nord ovest di Milano ha già chiuso una ventina di contratti. E, dopo aver trovato tutti gli inquilini per questa prima trance di unità abitative, è pronta a cercarne altri 22 per altrettante residenze progettate dall'archistar irachena Zaha Hadid.

Il successo della locazione arriva quasi inaspettato per un cantiere che propone sul mercato appartamenti di lusso, messi in vendita tra i 6mila e gli 11.500 euro al metro quadro. La quota di affitti era già prevista nel piano commerciale di Citylife: sono in tutto circa 540 le unità abitative messe sul mercato, di cui 66 destinate appunto alla locazione. Negli ultimi mesi, da gennaio ad oggi, sono stati chiusi solo cinque nuovi preliminari di vendita (in tutto ad oggi sono 200 quelli firmati, di cui 151 già andati a rogito) per un totale di 7 milioni di euro di compravenduto. Nello stesso arco di tempo, invece, sono già stati stipulati 20 contratti d'affitto, un dato che mette in luce le immediate potenzialità della locazione per l'intera operazione immobiliare. Tanto che la garanzia di un flusso finanziario aggiuntivo, derivante dall'incasso dei canoni, sta spingendo i vertici di Citylife a valutare un aumento della quota di appartamenti da affittare e le formule alternative come il rent to buy.

Infatti il developer immobiliare, che fa capo a Generali e Allianz (in attesa di un prossimo – e atteso – riassetto finanziario), ha deciso di proporre a livello commerciale anche l'opzione di futura vendita e sta già riscontrando l'interesse di alcuni potenziali acquirenti. In questo caso il contratto prevede un affitto di 4 anni entro i quali l'inquilino può esercitare il diritto a riscattare l'appartamento: in quel caso il 75% dei canoni versati verrà utilizzato per pagare il valore dell'immobile. Per quanto riguarda gli affitti, invece, le residenze vengono proposte sul mercato tramite contratti tradizionali 4+4, con canoni di locazione che vanno da un minimo di 250 ad un massimo di circa 300 euro al metro quadro annuo. Facendo un esempio, per un appartamento di 180 metri quadri viene richiesto un canone annuo di 48mila euro (266 euro al mq), pari a 4mila euro al mese, a cui però vanno aggiunti circa 5mila euro di spese condominiali. Per un trilocale, invece, di circa 120mq vengono richiesti circa 2.800 euro al mese (oltre a 3.500 euro di spese all'anno). Da affittare ci sono pure dei bilocali, che comunque non scendono sotto i 70 metri quadri.

Le abitazioni vengono messe in affitto in parte già arredate, con armadiature e cucine "no brand" ma che – dai primi riscontri della società Citylife – fanno gola soprattutto ad una clientela internazionale: metà dei contratti stipulati finora sono a stranieri, molti dei quali hanno figli che studiano o lavorano a Milano. I vertici di Citylife fanno sapere che stanno ragionando su nuove logiche finanziarie per rendere «più accessibili» le residenze del nuovo quartiere e «ringiovanire il cliente» che si avvicina al cantiere.

A pesare sul progetto immobiliare di Citylife finora è stata innanzitutto la crisi del mercato immobiliare: la commercializzazione dello stock di unità residenziali è iniziata proprio nel momento di maggiore flessione delle compravendite e anche il segmento del lusso ha sofferto. Inoltre, l'orizzonte di un cantiere che potrà – secondo la convenzione stipulata con il Comune di Milano – restare aperto fino al 2023 non ha giovato: i termini temporali sono stati allungati in corsa per portare a compimento le tre torri (tra cui il grattacielo firmato dall'architetto Arata Isozaki attualmente in fase di costruzione, che sarà il più alto di Italia) e le opere pubbliche come l'ampliamento del parco che verrà inaugurato a settembre. Si è conclusa anche la vicenda che ha portato Citylife davanti all'Antitrust, in seguito alle accuse mosse da Federconsumatori che rappresenta il malessere di una quindicina di acquirenti insoddisfatti: l'autority non ha riconosciuto la pratica commerciale scorretta e ha accolto gli impegni presi dalla società immobiliare che adeguerà le informazioni sul sito internet e riconoscerà (anche ai preliminari già stipulati) una penale maggiore (pari al 2,5% delle somme versate) in caso di ritardi nelle consegne degli appartamenti.

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