Successo delle aste telematiche per le dismissioni delle case Inail

di Michela Finizio

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 16 luglio 2014 alle ore 19:23.

Gli appartamenti di proprietà dell'Inail vanno all'asta. Fino al prossimo 24 luglio sarà possibile partecipare alle aste telematiche, recandosi presso uno dei 300 notai che aderiscono alla rete del Notariato, per acquistare uno dei 64 immobili dismessi dall'ente previdenziale, per un valore complessivo pari a 20,8 milioni di euro (base d'asta).

L'operazione è iniziata a novembre dello scorso anno e i primi due cicli d'asta (a novembre e aprile) hanno avuto un ottimo riscontro. Attraverso la Ran – il sistema informatico realizzato dal Notariato in collaborazione con la Notartel che consente di gestire le aste su internet – è stato aggiudicato il 44% dei lotti immobiliari ex Scip messi in asta dall'Inail, per un totale di 6,2 milioni di euro. Si tratta, in assoluto, della miglior percentuale di aggiudicazioni realizzata con aste pubbliche dal 2010, dice il Notariato. Ora il terzo bando dell'Inail è stato pubblicato il 25 giugno scorso e le aggiudicazioni, partite il 2 luglio scorso, si concluderanno giovedì prossimo.

Il patrimonio immobiliare Inail viene stimato intorno ai 4 miliardi di euro, per metà di uso strumentale. Subito dopo la chiusura delle cartolarizzazioni (Scip 1 e Scip2) nel 2009 sono tornati nelle mani dell'ente circa 330 milioni di euro di immobili «che per legge vanno comunque alienati», ricorda Carlo Gasperini della direzione centrale Patrimonio dell'Inail. «Il residenziale non è più un asset strategico per l'ente», aggiunge. Dopo qualche tentativo fallimentare di cessione tramite aste tradizionali, nel febbraio 2010 è stata firmata la convenzione con il Notariato per l'utilizzo della piattaforma Ran, aperta dal 2013 anche i tribunali per indire aste giudiziarie via web. In questo modo si può presentare un'offerta da tutta Italia. «Così il cittadino non si deve spostare e non vive di persona lo stress dell'asta competitiva», afferma Roberto Braccio, consigliere nazionale del Notariato, responsabile della piattaforma.

In questi giorni vanno all'asta 64 lotti situati nei Comuni di Bologna, Campobasso, Chieti, Ferrara, Livorno, Rimini, Roma, Salerno, Siracusa, Torino, Trieste, Udine e Velletri (Roma), Casamassima (Ba), Avezzano (Aq), Vetralla (Vt), Pordenone. Tra le migliori opportunità di investimento, ad esempio, va all'asta un bilocale (2,5 vani) con cantina in viale Mazzini a Torino per 62mila euro (che nell'asta residuale scenderà a 56mila). Al miglior offerente andrà pure un trilocale vicino alla stazione di Bologna, con cantina e base d'asta da 67mila euro (in via Cesare Boldrini); ai più facoltosi un appartamento da 4,5 vani già affittato, ma il contratto è scaduto, in Piazza di Spagna per 729mila euro.

Nella maggior parte dei casi si tratta di immobili che hanno bisogno di essere ristrutturati, il cui livello di manutenzione non è elevato. Altre volte si si tratta di unità inserite in edifici di pregio, come il quadrilocale in Largo Arenula a Roma che va all'asta per 379mila euro, oppure i cinque vani in via dei Monti Parioli con base d'asta 315mila euro. «Finora – afferma Gasperini riferendosi ai primi due cicli di aste – abbiamo venduto più nelle grandi città come Roma, Milano e Torino. A Livorno e Velletri, invece, i risultati sono stati più deludenti. Per promuovere alcune unità ci siamo appoggiati a Immobiliare.it e a Civitavecchia, dove andavano all'asta alcune unità nel centro storico, abbiamo venduto tutto».
Nel dettaglio a novembre erano state messe all'asta unità immobiliari cartolarizzate (ex Scip) e ne sono state aggiudicate 13 - per un valore totale 1.773.468 euro - su 71 lotti sparsi sul territorio nazionale, con un incremento del prezzo totale del 6%. Ad aprile 2014 il secondo bando telematico ha ampiamente superato il risultato del primo: sono stati aggiudicati il 32% dei lotti all'asta (21 su 65) collocati in 9 città con un incremento del prezzo di aggiudicazione, rispetto al prezzo base d'asta, del 18%.

Dalle operazioni Scip 1 e Scip 2 sono retrocesse oltre 15mila unità residenziali, di cui più della metà già locate. Su molte unità (circa 400), infine, pesano ancora dei contenziosi: gli inquilini a cui era stato data la possibilità di acquistare l'immobile hanno contestato all'ente il prezzo fissato, in particolare la qualificazione dell'unità come di pregio (condizione che precludeva lo sconto). Le aste sono una delle misure promosse dall'ente per valorizzare il suo patrimonio immobiliare. In seguito ad una accurata attività di due diligence, Inail ha deciso quali asset tenere, quali alienare e quali apportare al fondo immobiliare promosso Invimit per legge.

TAGS: Carlo Gasperini | Inail | Italia | Roberto Braccio

Trova Casa
annunci immobiliari
powered by