Il mercato immobiliare ancora non «ripaga» le riqualificazioni energetiche: a Rebuild il bollino green cerca valore

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2014 alle ore 19:46.

Green roof realizzato nel 2013 sull'Empire state building nell'ambito del progetto di riqualificazione dell'edificio

Green roof realizzato nel 2013 sull'Empire state building nell'ambito del progetto di riqualificazione dell'edificio

Il mercato immobiliare italiano ancora non "ripaga" le riqualificazioni energetiche. «Il prodotto è complesso e la difficoltà di declinare certi aspetti, non solo legati al taglio dei consumi, non si traduce ancora in un reale vantaggio da un punto di vista commerciale». A dirlo è Thomas Miorin, presidente di Habitech, presentando la terza edizione di ReBuild che si terrà il prossimo 25 e 26 settembre a Riva del Garda.

Durante la conferenza internazionale, dedicata al crescente business del recupero degli edifici, gli operatori immobiliari saranno chiamati a testimoniare: «Certi aspetti, legati ai costi operativi e ai rischi correlati alla vita di un edificio, ancora non finiscono in bilancio – aggiunge Miorin –. Servono modelli, pratiche e strumenti finanziari completamente diversi per questo tipo di operazioni. Ma ancora manca una metodologia e un sistema di monitoraggio dati che consenta, dopo aver analizzato le performance, di tradurle in un linguaggio condiviso».

Oggi, la necessità di creare una tassonomia della riqualificazione immobiliare, ha spinto il mercato a utilizzare parole come «retrofit», «gestione sostenibile», «deep retrofit», «green building», eccetera. Esistono però diversi livelli di intervento su un edificio esistente: dal recupero superficiale al «deep retrofit» integrato (che è sarà il tema centrale dell'edizione 2014 di ReBuild). Secondo il Report Ecofys il settore principale per raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico fissati a livello europeo è quello delle «deep building renovations»: un programma coordinato a livello europeo potrebbe ridurre del 40% l'uso dell'energia e del 60% quelo del gas entro il 2030. Secondo stime di Rebuild, un piano nazionale di questo tipo potrebbe generare 2 miliardi di euro di risparmi per i cittadini, con uno scenario di crescita economica e accesso ai finanziamenti, attraverso un contestuale allentamento del Patto di Stabilità.

Anche in Italia sta per vedere la luce il Piano d'azione italiano per l'efficienza energetica 2014, il programma di interventi di riqualificazione degli edifici pubblici e privati con il quale si intende raggiungere l'obiettivo del taglio del 20% dei consumi di energia primaria entro il 2020. Con oltre due mesi di ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile fissata dalla direttiva Ue 27/2012, il Governo sta per trasmettere il piano nazionale redatto dall'Enea a Bruxelles: sul territorio sono stati individuati circa 13,6 milioni di fabbricati (per l'87% residenziali), di cui 700mila non utilizzati. Su questo stock si potrebbero realizzare interventi di recupero e riqualificazione e, per il residenziale, si stimano investimenti per un totale di 24,1 miliardi di euro l'anno. Il piano fissa obiettivi dettagliati, che si sommano alla recente introduzione dell'obbligo, previsto dalla direttiva 2012/27/UE, di riqualificare annualmente, dal 1° gennaio 2014, il 3% della superficie degli edifici pubblici (con superficie superiore a 500 mq). La soglia del 3% deve essere abbassata a 250 mq dal 9 luglio 2015. Ad oggi si contano oltre 2,7 milioni di mq soggetti a questo obbligo nel periodo 2014-2020.

«Tutti oggi convergono sulle riqualificazioni – conclude Miorin – ma bisogna farlo con una prospettiva di risparmio importante. Spesso ci si accontenta di interventi architettonici e strutturali, poco ambiziosi. Ma con interventi sfidanti il ritorno degli investimenti finanziari arriverebbe prima. Progettisti e developer, però, ancora faticano a puntare in alto, frenati dagli extra costi che vengono prospettati in partenza e dalla preoccupazione di non avere le competenze adatte. Va costruita al più presto una filiera in grado di supportare questo mercato».

TAGS: Habitech | Italia | Rebuild | Thomas Miorin | Urbanistica ed edilizia

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