All'ultimo piano della torre Isozaki: il grattacielo di Citylife diventa l'edificio più alto d'Italia

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 31 luglio 2014 alle ore 15:53.

La torre Isozaki, il primo dei tre grattacieli dell'area CityLife in costruzione a Milano, ha raggiunto il 50° e ultimo piano e con 202 metri di altezza potrà ospitare fino a 3.800 persone. Nei prossimi mesi i lavoro proseguiranno per ultimare la parte strutturale, gli impianti e le finiture: in media ogni giorno nel cantiere operano circa 400 persone. Nel frattempo, dall'ultimo piano dell'edificio, ancora in piena attività di cantiere, la vista su Milano a 360 gradi batte tutti i rivali: è il panorama "più alto" sulla città, e al momento "il più alto" di cui si possa godere in tutta Italia.

La leadership in altezza
Sarà l'edificio più alto d'Italia con i suoi 202 metri di altezza che diventano 207 se si considera il "livello" della città di Milano (se infatti il conteggio si facesse dai piani sottoterra sarebbero molti di più). La base della torre, infatti, poggia su una piazza rialzata: una passerella in salita consente di raggiungere la lobby superiore. Sotto la piazza, invece, si nasconderanno negozi e ristoranti, oltre alla fermata della metropolitana M5. A servire la torre, infine, circa 600 posti auto interrati.
All'altezza calpestabile (cioè quella massima raggiunta da superfici accessibili alle persone) si andranno poi a sommare 37 metri di antenna che servirà per diffondere il segnale Rai. Nella classifica dei top building italiani, subito dopo la Torre Isozaki, presto svetterà anche il grattacielo in costruzione a Torino, firmato da Renzo Piano: alto 167 metri (39 piani) ospiterà la sede di Intesa Sanpaolo. A Milano, invece, gareggiano il Palazzo Lombardia (la sede della Regione inaugurata nel 2010) con i suoi 161 metri (43 piani) e la quasi coetanea torre Unicredit (35 piani) progettata dallo studio Cesar Pelli nel quartiere di Porta Nuova, che conta 146 metri calpestabili e 85 di guglia.

La proprietà di Allianz
La torre, progettata dall'architetto giapponese Arata Isozaki con Andrea Maffei Architects, ospiterà gli uffici milanesi del gruppo assicurativo tedesco Allianz: la società ha recentemente formalizzato il suo passaggio da azionista a investitore istituzionale di Citylife, acquisitando il grattacielo e parte della componente residenziale dell'area per 367 milioni.
Sarà nei prossimi mesi compito di Allianz chiudere la progettazione degli interni: ai piani alti gli uffici della dirigenza, come da consuetudine; ai piani intermedi open space oppure uffici; on the top, si vocifera, qualche stanza di lusso per accogliere gli ospiti più importanti. Nessuno sky bar o "belvedere" aperto al pubblico però: la normativa sulla sicurezza non lo permette.

Il progetto architettonico
L'unicità del progetto architettonico della torre Isozaki sta nella forma: lungo e stretto, il grattacielo è un parallelepipedo che posa su due colonne di cemento laterali che ne garantiscono la stabilità, oltra ad una serie di travi poste a metà e sulla cima dell'edificio. Ogni piano è uguale agli altri: largo 22 metri per circa 60 di lunghezza. A fare da perno, presto, quattro puntoni rivestiti d'oro che poggeranno sul basement. Per Andrea Maffei, che con l'archistar giapponese Arata Isozaki ha disegnato la Torre di CityLife, progettare a Milano rappresentava confrontarsi con il volto più contemporaneo dell'Italia, fatto di fabbriche, metropolitane, cemento e acciaio e non tanto di particolari eredità storiche.
Ai lati della torre corrono 14 ascensori, di cui tre per lato panoramici, completamente trasparenti, che con la velocità di 7 metri al secondo permetteranno di raggiungere l'ultimo piano in meno di 40 secondi. «Il muoversi degli ascensori caratterizzerà la torre dandole l'effetto di edificio-macchina, un omaggio al futurismo milanese», ha scritto in una nota l'architetto Andrea Maffei che ha lavorato per anni in Giappone fianco a fianco del maestro Arata Isozaki, prima di creare la sua società a Milano. Maffei è stato l'autore di progetti importanti come la Nuova Stazione di Bologna, la Biblioteca Maranello e il Palahockey di Torino.
La struttura della torre Isozaki, inoltre, è stata realizzata anche grazie al team di giovani ingegneri della società bergamasca Studio Iorio. «La torre è come la volevamo, alta, snella e stabile - fa sapere l'ingegnere Francesco Iorio, giovane promessa dell'ingegneria strutturale che ha firmato edifici come l'excelsior Gallia di Milano o l'auditorium dell'Aquila di Renzo Piano -. La struttura è stata progettata per "vibrare", ma in modo impercettibile. Per migliorare la stabilità, diminuire le spinte orizzontali a cui la Torre è sottoposta e per fare in modo che non si avverta nessun tipo di oscillazione, a settembre verranno aggiunti quattro puntoni in acciaio dipinti d'oro che saranno fissati all'undicesimo piano».
La facciata in vetro copre una superficie pari a 24mila mq ed è composta da 4.500 elementi a cellula modulari e prefabbricati. L'edificio ha già ottenuto la pre-certificazione Leed Gold e sarà alimentata in prevalenza da fonti di energia rinnovabile tra cui il teleriscaldamento e i pannelli fotovoltaici.

La costruzione del grattacielo
La costruzione dell'opera, affidata a Colombo costruzioni spa, ha visto un coinvolgimento complessivo, dall'inizio dei lavori a luglio 2012, di circa 1.500 addetti e 115 ditte subappaltatrici. Il costo di costruzione di questa prima torre si aggira intorno ai 160/170 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi accessori.

L'intero progetto di Citylife
Accanto alla torre del progettista giapponese ne verranno realizzate altre due "firmate" dall'architetto irachena Zaha Hadid che ospiterà la sede di Generali e dovrebbe essere consegnata alla fine del 2017, e da Daniel Libeskind che dovrebbe essere ultimata alla fine del 2018.
Una fermata della linea metropolitana M5 e una galleria commerciale con negozi e servizi attireranno i milanesi e i turisti nella parte interrata della piazza.

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