Roof garden, i tetti delle città diventano green. Anche grazie all’ecobonus del 65%

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 ottobre 2014 alle ore 19:04.

Anche i “tetti verdi” hanno diritto alla detrazione fiscale del 65% per le riqualificazioni energetiche, che - esclusi eventuali colpi di scena - sta per essere prorogata con la legge di stabilità fino al 31 dicembre 2015. Così, mentre nel mondo la moda dei green roof ha già pennellato le skyline di numerose città, anche in Italia (in particolare al Nord) si iniziano a contare i primi interventi. Sono quelli promossi da alcuni studi di architettura all'avanguardia oppure da grandi aziende, magari trasferite da poco in importanti edifici di nuova generazione. Di fatto, però, qualunque condominio o edificio privato potrebbe decidere di trasformare nere coperture di asfalto in morbidi giardini pensili grazie a tecnologie poco invasive e incentivi fiscali su misura.

Un progetto milanese spinge le riqualificazioni
Proprio nell'intento di rendere più accessibili questi interventi per il mercato residenziale nasce oggi il progetto «Milano roof garden», promosso dalla paesaggista milanese Patrizia Pozzi e dalla società di progettazione Lombardini 22 che hanno deciso di lavorare insieme sul tema delle coperture vegetali, unendo l'esperienza di landscape design alle competenze sui green building. L'obiettivo del team è quello di suggerire strategie di investimento ai privati per trasformare i lastrici solari in giardini pensili utilizzando il bonus fiscale (legge n°10 del 2013). Le tecnologie utilizzate permettono di realizzare giardini pensili in tre strati (terra, inerte e impermeabile) con uno spessore di soli 10 centimetri. La paesaggista Patrizia Pozzi, in passato, ha disegnato gli spazi verdi del nuovo Vodafone Village (per il quale il suo studio ha ottenuto la certificazione Leed Silver) e della sede milanese di L'Oreal (in foto a destra).

Vantaggi «ambientali» e prezzi
«I tetti verdi – afferma Franco Guidi, amministratore delegato dello studio di architettura Lombardini22 – aiutano l'isolamento termico, abbattono le isole di calore dei tipici tetti neri con guaine d'asfalto e assorbono i rumori. Naturalmente sono anche belli da vedere, se ben progettati e se accessibili aumentano l'estetica dei luoghi e la qualità della vita di chi li frequenta». Il fenomeno dell'isola di calore è molto sentito nelle grandi città metropolitane. L'aumento di temperatura rispetto all'ambiente circostante è di alcuni gradi (circa 3-4°C). Questo causa elevatissimi consumi di energia nel periodo estivo, soprattutto in relazione al forte utilizzo dei sistemi di condizionamento. Inoltre la copertura green consente di regolare il deflusso delle acque piovane: la progressiva cementificazione del territorio ha ridotto la capacità di drenaggio delle aree edificate. Il giardino pensile funge da volano idraulico in caso di forti acquazzoni e può evitare la tracimazione delle reti fognarie. Infine, va da sé che il verde trattiene per natura le polveri trasportate dal vento e filtra le sostanze inquinanti grazie al processo di fotosintesi delle piante.

Il prezzo medio al mq per realizzare un tetto verde oscilla dagli 80 ai 140 euro. «Le soluzioni tecniche disponibili - conclude Guidi - sono sempre più semplici e si mantengono nel tempo senza costi eccessivi. La spesa varia in base alle performance e ai risultati estetici, su cui ci si può sbizzarrire».

Gli incentivie il risparmio energetico
Mentre la normativa italiana ancora ignora il verde verticale (su muri o pareti esterne agli edifici), un passo in avanti è stato fatto sul fronte dei roof garden. Il Comitato per il verde pubblico del ministero dell'Ambiente, che con la delibera del 14 aprile scorso (protocollo 10017 del 13 maggio 2014) ha esteso le detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica agli interventi di trasformazione del lastrico solare o dei tetti condominiali in giardini pensili.

Per avvalorare questa decisione il comitato richiama la circolare del 18 settembre 2013 n. 29/E dell'agenzia delle Entrate nella quale si puntualizza «qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell'edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla normativa di riferimento, è ammessa al beneficio fiscale». Il bonus, però, è escluso per interventi dal mero valore estetico o paesaggistico, privi di apprezzabili effetti sul piano del risparmio energetico. «L'incentivo - afferma l'avvocato Giovanni Bana - è riconosciuto a certe condizioni che solamente un tecnico abilitato può verificare e introdurre fin dal progetto iniziale».

Anche il ministero dello Sviluppo economico con il Dm 26 giugno 2009 sulle linee guida per la certificazione energetica degli edifici, fa riferimento esplicito (tra le norme per la caratterizzazione dell'involucro contenute nell'allegato B) alla norma Uni 11235 che detta le istruzioni per la progettazione, l'esecuzione, il controllo e la manutenzione delle coperture a verde. Emanata nel maggio 2007, fornisce i criteri di calcolo relativi alla composizione e allo spessore minimo degli strati (da quello di potezione delle radici, all'impianto di irrigazione, passando per la barriera termoisolante). Ad esempio, per erbacee perenni a piccolo sviluppo è sufficiente uno strato colturale di 10 cm, mentre per i tappeti erbosi ne sono necessari almeno 15. Per gli arbusti di piccola taglia si sale a 20 cm, fino ad arrivare ad un metro per gli alberi di prima grandezza (alti massimo di 16 metri).

Nel frattempo il ricorso ai tetti verdi inizia ad essere inserito anche nei regolamenti edilizi comunali: secondo l'ultimo Rapporto Onre promosso da Cresme e Legambiente sono già 328 gli enti locali che incentivano i giardini pensili sulle nuove edificazioni

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