Brexit: possibile shock sui prezzi delle case, ma il mercato si sbloccherà dopo mesi di stallo

di Nicol Degli Innocenti
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Si prospetta un’estate calda per il mercato immobiliare londinese. La vittoria di Brexit nel referendum di ieri sta portando come previsto il caos sui mercati finanziari e sta facendo precipitare la sterlina (-15% contro il dollaro, il maggiore crollo mai registrato in un giorno).
Secondo gli esperti, però, appena digerita la notizia-shock le compravendita potrebbero ripartire con decisione, spinte dall'indebolimento della valuta britannica che invoglierà gli investitori stranieri.

Il primo semestre dell'anno è stato caratterizzato da un stallo del mercato immobiliare, perchè molti investitori avevano preferito stare alla finestra e attendere l'esito del voto. Chi ha siglato un accordo lo ha fatto spesso salvaguardandosi con una cosiddetta “clausola Brexit”, che significa che il contratto diventa invalido perchè la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall'Unione Europea.

Adesso, superata una fase di transizione, il mercato potrà però ripartire. «Con la sterlina che molto probabilmente continuerà a perdere terreno nei prossimi sei mesi, abbinata a un probabile calo dei prezzi immobiliari (l’agenzia di rating Fitch aveva ipotizzato cali fino al 25% in caso di Brexit, ndr), noi prevediamo un rinnovato interesse da parte dei fondi sovrani e delle società di private equity che individueranno nuove opportunità nel mercato britannico», afferma Mark Clacy-Jones di Investec Structured Property Finance.

Le previsioni sono quindi positive per il settore residenziale, che sarà preso di mira da investitori stranieri attratti da un tasso di cambio più favorevole. Il centro di Londra, in particolare, tornerà a essere una calamita per gli investitori perchè considerato un settore rifugio, afferma Naomi Heaton, Ceo di London Central Portfolio: «Prevediamo che i prezzi saliranno nel mercato prime londinese. Ricordiamoci che solo il 12% di investimenti nel centro di Londra sono fatti da europei. Anche nell'ipotesi improbabile che gli europei fuggissero tutti, ci sarà una coda di investitori americani, asiatici e dal Medio Oriente pronti a sostituirli».

I timori dei sostenitori del “remain” però rimangono . «Sul lungo termine i cittadini di questo Paese saranno più poveri – aveva detto il cancelliere Osborne un mese fa – Ci sarà un impatto negativo sui prezzi degli immobili, e anche gli acquirenti di prima casa saranno colpiti perchè i tassi d'interesse sui mutui aumenteranno e sarà più difficile ottenere un mutuo. Quindi sarà una situazione perdente per tutti».
Anche l'Associazione nazionale degli agenti immobiliari in un rapporto aveva affermato che i proprietari di case perderebbero migliaia di sterline in caso di uscita dalla Ue. A Londra la perdita media di valore sarebbe di 7.500 sterline, mentre nel resto del Paese di 2.300 sterline.

Gli alberghi dovrebbero vivere un rilancio dovuto a un numero maggiore di turisti in arrivo, mentre ci sono dubbi sulle prospettive dei negozi e centri commerciali, che dipendono molto dall'andamento dell'economia domestica.

Decisamente negative invece le previsioni per il settore uffici, soprattutto nella City di Londra, dato che numerose grandi banche e istituti finanziari potrebbero dar seguito alle minacce espresse negli ultimi mesi e trasferire almeno parte delle loro operazioni in altri Paesi europei per restare nel mercato unico. La domanda di uffici – e quindi gli affitti - potrebbero quindi calare bruscamente.

Sul medio termine però Londra manterrà il suo status di grande centro finanziario, sostiene Lee Elliott, head of commercial research di Knight Frank: «Quando l'economia si stabilizzerà banche e imprese riscopriranno le qualità fondamentali della Gran Bretagna».

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