Uno stadio da 30 milioni l'anno: l'impianto della Juventus sarà aperto 7 giorni su 7

dal nostro inviato Enrico Bronzo

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2011 alle ore 13:42.

Aggiornato il 6 settembre 2011

Sorto sulle ceneri delle Alpi, il nuovo stadio della Juventus verrà inaugurato l'8 settembre. Dall'investimento la società di calcio torinese si attende ricavi per almeno 30 milioni di euro l'anno. Dalla sede di corso Galileo Ferraris – dove il 22 giugno si è svolto il Cda per l'aumento di capitale – raccontano che il fatturato medio realizzato allo stadio dai grandi club europei è pari al 25% del totale, mentre quelli italiani si attestano solo intorno al 7% tra biglietteria (abbonamenti compresi: la campagna bianconera è iniziata martedì scorso con 2mila abbonamenti, quelli previsti in una settimana), parcheggi, catering, naming rights e no match day (museo, giro dello stadio, conferenze e banchetti).

Il museo della Juventus – apertura primavera 2012 – avrà un doppio ingresso: uno dallo stadio e uno dalla galleria commerciale (si veda articolo in pagina) che ospiterà un mega negozio monomarca Nike dedicato alla vendita di abbigliamento sportivo e di gadget del club italiano con il maggior numero di scudetti vinti.

Questa attività di patrimonalizzazione immobiliare della Juventus è iniziata nel 2003 con l'acquisizione per 99 anni del diritto di superficie sull'area dello stadio, seguita nel 2008 dalla presentazione del progetto per l'abbattimento della vecchia struttura, ultimato nel maggio 2009.

Tre le voci che coprono il finanziamento dello stadio, per un totale di 122 milioni di euro. Partendo dall'accordo con Sportfive, siglato nell'aprile 2008, con un minimo garantito di 75 milioni di euro, una significativa parte dei quali (42 milioni di euro) ricevuta durante il periodo di costruzione dello stadio. Il resto del corrispettivo verrà versato da Sportfive in 12 anni a partire dall'esercizio 2011-12. Questa società si occuperà di trovare l'azienda sponsor a cui verrà intitolato il nuovo stadio. La seconda voce è costituita dalla vendita a fine 2009 a Nordiconad delle aree commerciali esterne allo stadio per una somma di 20,25 milioni di euro. Di questa somma 9,25 milioni di euro sono stati pagati alla Juventus e 11 direttamente da Nordiconad al Comune di Torino a saldo del debito residuo che Juventus aveva nei confronti del Comune stesso per l'acquisizione del diritto di superficie sull'area dello stadio.

L'ultima consistente fonte di finanziamento è rappresentata dal mutuo di 60 milioni di euro sottoscritto con l'Istituto per il credito sportivo (in due tranche, la prima di 50 milioni il 20 marzo 2009, la seconda di 10 milioni il 14 maggio 2010) garantito da ipoteca, dai crediti verso Sportfive che matureranno dal 2011-2023 e dai futuri introiti aggiuntivi che deriveranno dal nuovo stadio.

Lo stadio ha 41mila posti a sedere. Le panchine delle squadre non saranno a bordo campo ma, come in Inghilterra, all'interno della tribuna. Nell'area sono presenti otto ristoranti, 20 bar, 4mila posti auto, 30mila metri quadrati di aree verdi e un asilo nido per i genitori che vorranno vedere la partita affidando i loro figli a baby sitter.

I progettisti dell'impianto, che è molto bello, sono Hernando Suarez dello studio Shesa e Gino Zavanella dello studio Gau. Francesco Ossola e Massimo Majowiecki sono invece i responsabili della progettazione strutturale, della pianificazione operativa e della direzione lavori della parte strutturale.

Il project management, compresa la direzione lavori generale, è di Ai Engineering di Torino. Al progetto hanno contribuito due grandi firme torinesi del design italiano, Giugiaro e Pininfarina Extra. Alberto Rolla dell'omonimo studio si è invece occupato dell'area commerciale e dell'inserimento urbanistico.

«Se non ripartiranno i mutui - spiega Massimiliano Pesce dell'agenzia Della Rocca, affiliata Gabetti - il mercato residenziale del quartiere Vallette, siamo alla periferia nord-ovest di Torino, non subirà variazioni di rilievo, nonostante lo stadio e il centro commerciale. Solo quando arriverà la metropolitana, ma ci vorrà un decennio, le cose potrebbero cambiare in modo significativo».

TAGS: Ai Engineering | Alberto Rolla | Francesco Ossola | Gino Zavanella | Hernando Suarez | Juventus | Marchi e brevetti | Massimiliano Pesce | Massimo Majowiecki | Nordiconad | Sportfive | Torino

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