Oggi in Italia ci sono 34mila hotel, nella classifica internazionale il nostro Paese segue Stati Uniti, Cina e Giappone. «Ma di questo patrimonio immobiliare meno del 10% sono nuovi hotel. L'Italia ha un ricco patrimonio ma è decisamente vecchio ‐ spiega Tiziano Aglieri Rinella autore del nuovo volume 'Hotel Design', curato da Planethotel.net ‐. Quello degli hotel è un mercato potenziale, ma ci si deve adeguare agli standard di investitori e clienti che preferiscono alberghi meglio equipaggiati e con immagini più contemporanee».
Scatta così la necessità e la voglia di sperimentare nuove soluzioni. Da Milano a Roma sono tante le vecchie strutture in via di rigenerazione, dall'hotel Gallia nel capoluogo lombardo progettato dallo studio di Marco Piva con Arup a quello ridisegnato da King Roselli Architetti, autori anche del nuovo Sheraton a Malpensa, poco lontano dalle terme di Diocleziano a Roma, Palazzo Montemartini (Ragosta Hotel).
Per gli architetti gli alberghi sono una palestra privilegiata dove far vivere insolite esperienze sensoriali, piuttosto che riprodurre l'atmosfera domestica di casa propria. L'architetto veneziano Alberto Cecchetto ha concluso da pochi mesi il restyling dell'Hotel Lido Palace Riva del Garda: dal fascino retrò del palazzo neoclassico la struttura del 1899 è stata riaperta come hotel cinque stelle lusso. Cinquanta stanze su sei livelli. Con un budget di 20 milioni Cecchetto ha riorganizzato l'impianto esistente per un mercato di lusso e l'ha ampliato con alcune suite sulla copertura (80mq con vista lago), creando anche uno spazio benessere attrezzato con due piscine. «Nel parco sono state costruite alcune strutture che come foglie ‐ spiega Cecchetto ‐ si incuneano tra gli alberi, dovevano essere verdi, in rame, poi abbiamo optato per il corten. Le nuove strutture sono morbide, appartengono più al parco che all'edificio».
La qualità del contesto è un plus per gli alberghi: verde o città, ma non solo. Nell'isola di Favignana (Tp) gli architetti Rosario Cusenza e Maria Salvo hanno realizzato un hotel ipogeo quattro stelle recuperando una cava di calcarenite dismessa negli anni Ottanta. Il progetto? «Una configurazione geometrica incisa nel suolo con leggerezza. L'edificio ‐ spiegano gli architetti ‐ come un fossile riproduce il negativo di una realtà passata ricostruita attraverso la sua assenza». La struttura, costruita con un budget di 4 milioni, conta 35 stanze ed è immersa in un grande giardino ipogeo.
L'architettura comunica attraverso la propria pelle, con il design accattivante dell'involucro, ma negli alberghi la partita vera si gioca negli interni. «Gli hotel più moderni ‐ aggiunge Aglieri Rinella ‐ si distinguono per la presenza delle hall che si aprono alla città e che ospitano showroom o spazi espositivi temporanei. Le camere lentamente si trasformano e sempre più spesso si fondono con il bagno. Si moltiplicano le funzioni annesse a quella alberghiera». L'hotel non è solo luogo di vacanza, è meta per il turismo d'affari e non possono mancare aree relax di ultima generazione. Nella capitale per il Rome Cavalieri (ex Hilton e primo Waldorf Astoria Hotel in Europa) Giammetta&Giammetta ha firmato il restyling del centro congressi, ha ampliato la spa e sta progettando nuove addizioni, compresa una serra per la produzione di culture alternative. «Quando si riqualifica un hotel la riproduzione di modelli antichi, dal barocco al neoclassico, non funziona più ‐ spiega Gianluigi Giammetta ‐. La tecnologia ha un valore fortissimo. Il design deve essere accattivante ma deve basarsi su un codice contemporaneo, preferendo un legame con la storia al minimalismo spinto ormai sorpassato». In questa chiave al Rome Cavalieri il nuovo centro congressi è stato pensato come una «scatola iper-tecnologica dove le opere d'arte storiche, gli arazzi, sono diventati i protagonisti ‐ dice Giammetta ‐, ma in una cornice contemporanea».
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