L'Istat rileva meno case nuove

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 14 febbraio 2012 alle ore 17:38.

La crisi del mercato immobiliare italiano non risparmia le costruzioni. Una fotografia oggi scattata dall'Istat. In base alle rilevazioni fornite dall'Istituto, il secondo trimestre del 2011 mette in evidenza il calo del numero di abitazioni dei fabbricati residenziali che hanno ottenuto il permesso di costruzione (-7% rispetto al corrispondente trimestre del 2010).

Si costruisce quindi di meno, ovviamente, in proporzione agli anni del boom, segno che la domanda non è in grado di assorbire un'offerta troppo corposa. Sul fronte residenziale si è passati dalle 184.423 unità del 2000 alle 278.602 unità del 2005, anno del picco, data dalla quale è iniziata la discesa che ha portato l'indicatore a quota 141.586 unità nel 2009. Guardando trimestre per trimestre è negli ultimi tre mesi del 2004 che si registra il picco delle 75mila unità. Poi il calo.

Aumenta lievemente la superficie utile abitabile (+1,3%) nel periodo considerato. In passato l'andamento della superficie utile abitabile ha mostrato una crescita fino alla fine del 2004, quando ha raggiunto un massimo di 5,55 milioni di mq, poi dal 2006 il calo fino a toccare un minimo di 2,01 milioni di mq nel primo trimestre 2010. Il bilancio è pesantemente negativo per il segmento non residenziale: la superficie dei fabbricati non residenziali diminuisce del 15,7% nel secondo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo 2010.
L'indicatore mostra quindi inequivocabilmente la crisi del settore edilizio. Lunedì uscirà il dato relativo all'indice produzione delle costruzioni, che nella media dei primi undici mesi 2011 è stato inferiore del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

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