Definire i trend di sviluppo della società del futuro. È questo il proposito di Be Open Foundation, think tank internazionale fondato con 100 milioni di dollari dall'imprenditrice russa Elena Baturina e presentato a Milano durante la Design week. Indicata da Forbes come la donna più ricca di Russia, oggi la Baturina continua a investire nel real estate internazionale, sperando che dal lavoro di centinaia di creativi chiamati a far parte di Be Open «possano nascere nuove forme architettoniche, riorganizzazioni innovative dell'ambiente in cui viviamo, nuove soluzioni urbanistiche e abitative».
Dopo aver venduto nel 2011 Inteco, società edilizia nata durante il regno del marito Yury Luzhkov come sindaco di Mosca, oggi l'imprenditrice russa continua a curare il proprio business nel campo immobiliare con uffici a Vienna e a Londra. «La signora si sta occupando di edilizia commerciale in Europa – racconta Gennady Terebkov, direttore di Be Open e storico braccio destro della Baturina –. Da circa un anno e mezzo sta lavorando alla costituzione di un fondo immobiliare, che entro la fine del 2012 dovrebbe arrivare a quota 500 milioni di sterline di investimenti. Sempre entro la fine del 2012, verrà costituito un altro fondo per gli Stati Uniti che raggiungerà i 750 milioni di dollari».
In particolare Elena Baturina contribuirà con circa 100 milioni di dollari al fondo di real estate americano e con circa 400 milioni di sterline a quello europeo. Tra gli investitori del fondo ci sono anche aziende e privati. Tra le acquisizioni del fondo per l'Europa della Baturina ci sono immobili retail, hotel e uffici. Sono cinque in tutto i complessi alberghieri entrati a far parte del suo portafoglio (si veda la scheda a fianco) e «alcuni li gestirà tramite la sua catena di hotel management, in grado di lavorare anche in altri Paesi», aggiunge Terebkov che in passato ha lavorato molti anni per Inteco come responsabile delle relazioni esterne e supervisore dei progetti filantropici di Baturina. Inoltre d'ora innanzi tutte le attività a scopo benefico gestite dall'imprenditrice saranno incluse sotto il nome di Be Open.
E il fondo investirà anche in Italia? «Finora ci sono arrivate offerte più interessanti da Paesi come Francia e Belgio, progetti più dettagliati di quelli italiani che abbiamo ricevuto», risponde Terebkov. L'unica cosa certa è che l'esperienza in campo immobiliare maturata dalla Baturina negli anni precedenti oggi le permette di guardare avanti: «Non stiamo valutando la promozione di nuovi sviluppi come costruttori – afferma il suo braccio destro – ma non escludiamo possibili investimenti in futuro nelle costruzioni, in imprese edili e di ingegneria. E, perché no, anche in Italia. È evidente che quando è possibile controllare l'intero progetto di costruzione, dall'inizio alla fine, il rendimento finale è maggiore».
Per raccontare Be Open, la sua ultima impresa, Baturina ha usato queste parole: «Ho iniziato il mio business in Russia, ma ora lo proseguo in Europa, Asia e Africa. Lavoro nel settore dell'edilizia e collaboro costantemente con architetti e designer di fama, come Ricardo Bofill, Norman Foster, Hadi Tehran e altri russi. Mi piace la loro visione e sensibilità verso le necessità dell'essere umano. L'obiettivo è continuare a migliorare esistente, per forgiare un mondo migliore».
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