È sempre più marcato l'andamento del mattone a due velocità nelle diverse aree del mondo.
Anche se a livello complessivo il real estate chiuderà il 2012 tutto sommato in maniera stabile. Secondo un'elaborazione di Casa24 Plus su dati raccolti da Scenari Immobiliari, per il comparto residenziale, e di Jones Lang LaSalle e Cbre per il settore commercial (tutto il resto, quindi uffici, logistica, retail, hotel e altro) il real estate vale nel mondo 3.200 miliardi di euro.
APPROFONDIMENTI
I morsi della crisi continuano a sentirsi. La contrazione è nei numeri di questo inizio 2012. LaSalle registra un calo dei volumi del settore commerciale nel mondo (residenziale escluso quindi) del 21% rispetto al primo trimestre 2011 a 59 miliardi di euro (318 miliardi di euro la stima a fine 2012). Un'analisi più dettagliata rivela la tenuta dell'Europa e la contrazione del l'Asia-Pacifico, che ha perso 4,37 miliardi di euro per le scelte di diversificazione dei fondi pensione asiatici al di fuori dei mercati interni. Dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, il mercato statunitense è il più attivo. Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) sottolinea anche la forza di mercati come Russia, Brasile e Canada.
Residenziale
E il comparto abitativo? È la voce più importante, ma in molte aree continua a soffrire. È il caso della Spagna, della Grecia e della stessa Italia - dove però la contrazione delle compravendite al momento non si è ancora tradotta pienamente in un calo dei prezzi -, ma anche di Irlanda, Portogallo o ancora la Cina, dove il boom immobiliare sta lasciando il posto alla discesa dei valori. Il settore ha non poca rilevanza se si pensa che solo in Italia, secondo i dati di Scenari Immobiliari, il valore delle operazioni nel residenziale nel 2011 è stato di 92,7 miliardi di euro e dovrebbe arrivare a fine 2012 a 94 miliardi (rispetto ai 115 miliardi del fatturato totale del mattone), mentre nell'Europa a 27 il fatturato è stato di 556,5 miliardi lo scorso anno, non lontano dai 590 miliardi di euro degli Stati Uniti (700 miliardi in tutta l'America del nord). Qui tornano a comprare proprio gli italiani, concentrandosi su New York.
Uffici
Per Cushman & Wakefield il 2011 è stato un anno positivo per il mercato degli uffici a livello globale. Nei mercati in crescita la domanda è in perenne aumento. Pechino ha registrato un +75% dei canoni di locazione per uffici "prime" ed è al quarto posto nella classifica mondiale per costi di occupazione, seguita dal +41% di Mosca.
In generale, l'incremento più rilevante è stato registrato nel l'area Asia-Pacifico con +8%, seguita dalle Americhe con +4% e infine dall'area Emea (Europa, Middle East e Africa) con una variazione positiva dell'1%. Hong Kong si conferma la location più costosa al mondo (2.026 euro/mq/anno), seguita da Londra West End (1.978 euro/mq/anno) e da Tokyo (1.635 euro/mq/anno), confermando le prime tre posizioni del 2010.
Per il 2012 la domanda rimarrà forte in Brasile e la polarizzazione di Nord e Sud America sarà sempre più evidente. E nella seconda area non è solo il Brasile a mostrarsi in crescita ma anche il Perù, dove i canoni degli uffici sono saliti del 14% nel 2011. Debole il Messico, in crisi invece Cile e Colombia.
Nel Nord America, San Francisco ha registrato un'elevata crescita dei canoni grazie alla domanda per il settore tecnologico.
Retail
Il focus degli operatori del segmento è sempre più incentrato sul l'Asia. In questo contesto nasce la joint venture da 500 milioni di dollari tra investitori specializzati nell'immobiliare (l'italiana Fingen, la lussemburghese China Outlet Mall, la Gaw Capital Partners di Hong Kong, la sino-americana Waitex) per investire negli outlet mall soprattutto in Cina.
Guardando all'Europa, l'area registra una buona tenuta dei valori nelle strade di lusso. Ma i retailer dove cercano nuovi spazi? Il Regno Unito con il 56,7% delle presenze di retailer intenazionali si conferma in testa alla graduatoria, seguito dagli Emirati Arabi (53,1%) e dagli Stati Uniti (50,3%). La Spagna guadagna posizioni collocandosi quarta con il 47,5%, seguita dalla Cina (47,2%).
Logistica
Secondo Jones Lang LaSalle il record della logistica del 2011 non sarà replicato quest'anno. Il primo trimestre 2012 ha già evidenziato una maggior cautela per investimenti e locazioni. «Gli investimenti nel mondo nel 2011 sono stati di 50 miliardi di dollari: il mercato in Europa vale 14 miliardi di dollari, mentre 16 milioni sono stati i mq affittati – dice Alessandra Tornow, specialist sulla logistica per JLL –. Per gli investimenti prevediamo una certa stabilità a fine 2012 sul 2011. Sul lato tenant la richiesta c'è, ma a fine anno il segmento dovrebbe subire un calo del 20%». Il settore intanto diventa sempre più globale, accomunato dalla ricerca della qualità e di spazi moderni.
Colliers traccia le tendenze fino al 2020, sottolineando che tra i mercati emergenti Cina e India aumenteranno gli scambi con l'Europa. La Turchia occupa una posizione strategica tra Europa e Asia, e potenzialmente avrà il ruolo di facilitare gli scambi: Istanbul, porta di entrata del Sud Europa dall'Asia, insieme al Canale di Suez, subirà forti pressioni. Questo trend, abbinato alla crescita economica e manifatturiera dell'Est Europa, impone investimenti nelle infrastrutture. Anche perché da qui al 2020 sarà notevole la crescita dei consumi in Europa. Con Inghilterra e Francia, primi Paesi per spesa, seguiti a breve distanza dalla Polonia. Romania e Repubblica Ceca saranno i Paesi emergenti nell'area dell'Est. La crescita porterà con sé la necessità di catene di distribuzione in questi Paesi e di uno sviluppo dei mercati della logistica.
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