Dopo 15 anni di veleni Milano rilancia Bovisa

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 settembre 2012 alle ore 09:43.

Una goccia di terra in attesa di essere riqualificata da ormai 15 anni. Questo è Bovisa per i milanesi: isolata tra ferrovia e circonvallazione, si estende per 871mila metri quadrati a nord-ovest di Milano, verso il sito di Expo 2015. Il quartiere, frequentato ogni giorno da un migliaio di studenti del Politecnico e da altrettanti ricercatori dell'Istituto Mario Negri (entrambe già presenti nell'area), è uno dei siti inquinati di interesse nazionale. Oggi a candidarlo tra i progetti finanziabili dal Piano nazionale per le città è il Comune di Milano, proprietario del 35,25% dell'area, che assicura di voler spedire la documentazione necessaria all'Anci entro il 5 ottobre prossimo.

Qui dovrebbero sorgere un maxi-polo scientifico, un campus per studenti con residenze, un parco e un centro commerciale (vedi scheda a destra). Casa24 Plus ha potuto esaminare la bozza del Contratto di valorizzazione urbana proposta dal Comune, valutandone le caratteristiche in base ai criteri del Piano introdotto dal Governo Monti. «Ora è prioritario ottenere finanziamenti per la conclusione delle bonifiche, poi si procederà alla cantierizzazione del progetto tramite l'alienazione progressiva delle aree pubbliche», dichiara l'assessore milanese all'Urbanistica, Lucia De Cesaris, convinta che la cessione dei diritti volumetrici potrà generare un meccanismo virtuoso di finanziamento per l'intero progetto.

Era il 1997 quando fu firmato il primo accordo di programma (Adp) su Bovisa e la complessità degli ostacoli sopravvenuti condannano oggi il quartiere tra i casi urbanistici italiani più emblematici. L'assessore assicura: «Raccoglieremo l'impegno formale a procedere di tutti i soggetti convolti. Per le bonifiche siamo già pronti a partire». Entro settembre dovrebbe arrivare il dato aggiornato della nuova caratterizzazione del sito (l'analisi dei materiali), affidata al Politecnico di Milano e alla società Metropolitana Milanese. Il nuovo progetto di bonifica, secondo l'amministrazione, sarà pronto entro fine autunno, secondo le indicazioni del ministero dell'Ambiente che vigila sul sito di interesse nazionale. Da verificare, inoltre, anche la precedente disponibilità di quest'ultimo a finanziare il risanamento dell'area tramite l'ente regionale competente con 5,3 milioni di euro.

I finanziamenti pubblici richiesti, in sostanza, dovrebbero rilanciare l'intero progetto. I diversi soggetti coinvolti, convocati lo scorso 17 luglio dall'assessore, hanno tutti confermato l'interesse a procedere. «Alcuni dei nostri docenti collaborano con il Comune sul tema delle bonifiche – racconta Alessandro Balducci, prorettore del Politecnico di Milano, a cui fa capo il 20,72% dell'area –. La nomina a sito di interesse nazionale ha complicato l'iter, ma il fatto che oggi Bovisa rientri tra le priorità strategiche dell'amministrazione è molto rilevante». Risale agli anni Novanta l'acquisto dell'area per 24 miliardi di vecchie lire da parte dell'università milanese. In cambio il Comune si era impegnato a consegnare i terreni bonificati, ma tutto si è arenato per complessità dell'iter e mancanza di fondi. Per rilanciare il progetto nel 2009 il Comune decise di allargare il perimetro dell'Adp (nel frattempo scaduto), coinvolgendo oltre al Politecnico i privati già presenti nell'area: A2A (proprietaria di circa il 10% dell'area), Ferrovie Nord (9,99%), Esselunga (6,18%), Mario Negri (4,86%) e il developer Euromilano (3,32%) che qui ha realizzato gli insediamenti del Politecnico.

Euromilano coinvolse persino lo studio Oma dell'architetto olandese Rem Koolhaas che elaborò un masterplan concettuale. I costi di bonifica allora furono stimati tra i 60 e gli 80 milioni di euro. «Nessuno si aspettava una cifra del genere – afferma il prorettore – e in più l'avvocatura comunale espresse le sue perplessità in relazione al fatto che l'assegnazione di un progetto simile non passasse tramite gara pubblica. Così il secondo accordo di programma non fu sottoscritto. Le trattative si fermarono ancora prima del protocollo di intesa, prima delle elezioni amministrative di maggio 2011 e dell'insediamento della nuova giunta».

Oggi il Comune si dice fiducioso. «Il problema della gara pubblica veniva sollevato nell'ipotesi in cui il Comune si fosse liberato dell'area e non è detto che lo faccia. Ci sono altri soggetti pubblici coinvolti – ha detto De Cesaris –, vedremo di trovare una quadra nell'ambito dell'accordo di programma». Restano ancora da definire alcuni nodi: la viabilità, alla luce del nuovo Piano di governo del territorio; le volumetrie concesse probabilmente andranno "limate" sul fronte del residenziale per favorire il terziario e produttivo. Il Pgt approvato dalla giunta di Giuliano Pisapia ha fissato un indice edificatorio pari a 0,75 mq/mq: «Il mix funzionale oggi voluto dall'amministrazione riprende le destinazioni individuate dal vecchio masterplan – afferma Alessandro Pasquarelli, a.d. di EuroMilano – e l'ottimizzazione delle volumetrie tiene conto dell'attuale contesto di mercato. Credo sia opportuno pianificare secondo un orizzonte di sviluppo più realistico».

Ecco la proposta di Contratto di valorizzazione urbana per l'area Bovisa Gasometri

Cosa prevede il progetto
Il progetto Bovisa Gasometri prevede l'ampliamento del campus del Politecnico (160mila mq di spazi per la didattica e la ricerca), la realizzazione di un parco scientifico e tecnologico (70mila mq) e quella di una serie di interventi di natura privata (grazie a volumetrie private e pubbliche alienate) per complessivi 480mila mq di superficie lorda pavimentata.
Mix di volumetrie private
Sono previste residenze per 300mila mq in grado di colmare l'assenza di soluzioni abitative a costi contenuti per la popolazione universitaria; superfici ricettive, sia in previsione dell'evento Expo 2015 sia della domanda attivabile dal parco scientifico e dal Politecnico; funzioni terziarie e produttive che affianchino il parco scientifico, nella logica del distretto; la realizzazione di un centro commerciale di 17mila mq in corrispondenza di piazzale Lugano e di medie e piccole strutture di vendita all'interno dell'insediamento; aree verdi destinate a parco e a verde di prossimità per 80mila mq.
Due criticità del progetto
Prima di poter procedere alla cantierizzazione del progetto, bisogna sbloccare la realizzazione delle opere di bonifica e infrastrutturali: le prime sono monitorate dal ministero dell'Ambiente e richiedono un investimento tra i 60 e gli 80 milioni di euro; altrettanto oneroso l'investimento per adeguare i trasporti pubblici e la connessione stradale primaria e secondaria, oggi sottostimata.
Meccanismo di finanziamento
Oltre ai 12mila euro riconosciuti nel 1997 dal Politecnico al Comune, oggi l'amministrazione conta di accedere a 5,3 milioni di euro per le bonifiche e a 13 milioni dal Bando Piano città. Queste risorse (pari al 25% circa dell'investimento necessario per le bonifiche) dovrebbero attivare i lavori di risanamento e un meccanismo virtuoso: la conseguente alienazione dei diritti volumetrici sulle aree del Comune consentirà il recupero di risorse da re-investire nella riqualificazione.

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