La casa verde che respira

di Francesco Nariello

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Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2012 alle ore 08:58.

Dalla casa in canapa che "respira" ai sistemi costruttivi a secco con materiali riciclabili. Ma anche abitazioni realizzabili in soli quaranta giorni, con l'uso di speciali eco-pannelli in legno assemblabili tramite la lettura dei codici a barre. Sono alcune delle novità presenti al Green Home Design, l'area espositiva del Made Expo dedicata all'architettura "verde". Una vetrina per soluzioni progettuali, sistemi costruttivi e nuovi materiali in chiave sostenibilità ambientale, bioediliza ed efficienza energetica.

Tra le soluzioni più innovative ci sono quelle adottate nelle "green house" firmate Cibicworkshop. La più inconsueta prevede una struttura portante in legno, un tetto "verde" e mura realizzate con una miscela biologica di canapa (triturata) e calce, che garantisce elevate capacità di traspirazione, massime performance di risparmio energetico (classe A+) e antisismiche. "È una casa che respira, nel vero senso della parola – spiega Aldo Cibic –, e a bassa impronta ecologica, considerando che la canapa, coltivazione un tempo molto diffusa in Italia, ha un ciclo di produzione breve e necessita di poca lavorazione".

L'altra installazione si basa invece su un sistema di costruzione a secco con telaio metallico e laterizi precompressi. I pannelli, premontati in officina e fatti di materiali riutilizzabili, vengono assemblati senza malta nè collanti: una tecnica che consente di abbattere di un terzo i tempi di costruzione, raggiungendo – usando rivestimenti in plastica riciclata - elevati standard energetici (classe A).
Materiali ecosostenibili anche per gli interni. A partire dalla cucina, con i piani realizzati in un laminato ottenuto da carta riciclata pressata, con proprietà paragonabili ai laminati di resina. Ma anche illuminazione a led e tende solari di tessuto termico a base di polvere di ceramica, in grado di abbattere la temperatura nell'area coperta anche di 13 gradi, garantendo minori consumi per la climatizzazione.

Punta su velocità di realizzazione e uso del legno, invece, il progetto "Space for life" firmato dallo Studio Marco Piva. Il modello costruttivo si basa su pannelli in legno laminato, prelavorati e poi assemblati tramite lettura elettronica della schedatura a barre (per individuarne il posizionamento) e permette di abbattere i tempi di realizzazione. "Dal primo schizzo alla consegna – spiega Piva – bastano 40 giorni. Il progetto si concentra su residenze di piccola scala, aggregabili in strutture più grandi, fino a 12 piani. L'uso del legno garantisce sostenibilità ambientale, flessibilità d'uso, elevate prestazioni antisimiche e anticendio. I costi, per soluzioni standard, restano sugli 800 euro/mq".

A mostrare come le regole della bioedilizia si adattino anche a spazi pubblici è il Green Kinder House di Marchingenio, che "accoppia" una green house (al piano di sopra) a un asilo nido (sotto) in una struttura autosufficiente dal punto di vista energetico e antisismica. Integrando un design a misura di bambino con l'uso di tecnologie costruttive modulari, efficienza idrico-energetica e building automation.
Incentrata sulla sostenibilità ambientale, infine, è la mostra A.A.A.+A (agricoltura alimentazione architettura + atletica), cuore del Salone forestazione urbana e verde attrezzato, area espositiva dedicata, tra l'altro, alle aziende dell'edilizia eco-responsabile. Il tema al centro dell'edizione 2012 è la costruzione di paesaggi, articolato su tre sezioni che indagano il rapporto tra verde e costruito.

TAGS: Aldo Cibic | Marco Piva | Tutela ambientale

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