Sinergie pubblico-privato per riqualificare il Demanio, Bologna in prima fila

di Andrea Lanzarini

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Questo articolo è stato pubblicato il 01 dicembre 2012 alle ore 12:28.

Bologna (Fotogramma)

Bologna (Fotogramma)

Gli enti locali e il Demanio provano a cambiare marcia sulla valorizzazione del patrimonio pubblico, mettendo in soffitta le aste immobiliari che negli ultimi anni hanno dato scarsi risultati. In pole position c'è Bologna, dove lo scorso 7 novembre, il Comune e l'Agenzia del Demanio hanno siglato un accordo riguardante un pugno di immobili, tra cui una scuola comunale e 7 ex caserme. A ruota è arrivato un analogo accordo con Torino; mentre l'altro giorno sono state dettate le linee che ispirano "Valore Paese", il cappello sotto cui si radunano le iniziative che l'Agenzia del Demanio sta sviluppando sul fronte della valorizzazione. Tra queste, "Dimore" – il cui primo bando, relativo a Peschiera del Garda, sarà pubblicato a gennaio – che riqualificherà edifici di grande pregio storico e artistico a fini turistici e culturali.

"Occorre una strategia unitaria per attirare investimenti che metta assieme soggetti pubblici e privati", ha spiegato Stefano Scalera, direttore dell'Agenzia, intervenendo ieri a Bologna al convegno "Promuovere lo sviluppo della città italiane: il futuro e l'attrattività dei capitali". Proprio le Due Torri sono un caso esemplare: hanno uno dei più consistenti patrimoni pubblici da valorizzare (83 ettari e una superficie lorda edificabile di 318mila metri quadrati) che, però, come accaduto anche in altre latitudini, alle aste è sempre rimasto invenduto. D'altra parte, Bologna è stata la prima città, nel 2007, a dotarsi di un Programma unitario di valorizzazione (Puv). E questo, assieme alle ultime novità normative a livello nazionale, sta consentendo di tentare nuove vie. "Dallo scorso gennaio – prosegue Scalera – l'Agenzia può fare da advisor agli enti locali nelle operazioni di valorizzazione. La nostra idea è di creare portafogli immobiliari appetibili per gli investitori, dove far confluire beni appartenenti a diversi soggetti pubblici. Una seconda novità viene dal Dl 98/2011, che ha ampliato la possibilità di utilizzare strumenti innovativi, sia veicoli societari che di finanza immobiliare, con i quali coinvolgere i privati. Ad esempio, come accade negli Usa, si possono costituire società che pagano le imposte, con una tariffa agevolata del 20%, solo sui dividendi".

In questi giorni Comune e Agenzia del Demanio stanno lavorando per definire le destinazioni d'uso di quelle aree più appetibili per il mercato e fare gli studi di fattibilità; i privati, invece, dovrebbero scendere in campo in primavera. "Stiamo concludendo – dice il sindaco Virginio Merola – il lavori del Piano strategico: presto tireremo le fila del lavoro fin qui fatto. In particolare, vorremmo accentuare l'internazionalità di Bologna, favorendo un maggiore afflusso e una migliore integrazione di talenti che vengono da fuori: tra le aree individuate dall'accordo con l'Agenzia del Demanio, l'ex area delle Officine Staveco vorremmo destinarla all'Università per attrarre, facendone un luogo di residenza e ricerca, i migliori docenti del mondo". Tra i prossimi obiettivi della Giunta anche arrivare presto a una semplificazione normativa per la riqualificazione del patrimonio esistente.

"L'accordo – dice Luigi Marchesini, presidente di Galotti spa – è un'interessante novità. Se fosse stata realizzata alcuni anni fa, oggi avremmo risultati copiosi. Oggi con la crisi economica le cose potrebbero andare diversamente; per questo, sarà importante che le imprese si aggreghino per presentarsi come interlocutori adeguati". E non sono solo le difficoltà congiunturali ad essere individuate come un possibile ostacolo alla capacità di attrarre capitali per la valorizzazione del patrimonio pubblico. Gli investitori – tra cui le Casse dei professionisti che ogni anno immettono sul mercato mobiliare e immobiliare 5 miliardi – chiedono regole più semplici e trasparenti e maggiori certezze sulla realizzazione dei progetti. "Ma soprattutto tempi certi", spiega Rita Finzi, direttore tecnico del Consorzio Cooperative Costruzioni e organizzatrice del convegno. "L'allungamento dei tempi previsti per la stazione sotterranea dell'Alta velocità, per esempio, sta avendo ripercussioni importanti sulla sostenibilità economica di molti progetti immobiliari"

TAGS: Bologna | Città e comuni | Consorzio Cooperative Costruzioni | Galotti | Luigi Marchesini | Rita Finzi | Sinergie | Stefano Scalera | Virginio Merola

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