L'architetto diventa coach per le aziende

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 febbraio 2013 alle ore 08:12.

(Marka)

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La green economy regala nuovi spazi agli studi di architettura, quanto meno a quelli capaci di tuffarsi nel nuovo mercato, proponendo formule innovative di consulenza ai clienti corporate. L'ultima tendenza è quella del coaching, sperimentata prima di tutti dallo studio Goldmann & Partners in Italia: lo studio affianca l'azienda che intende procedere alla rigenerazione e ottimizzazione del proprio patrimonio immobiliare, non come un tradizionale consulente esterno, ma facendo formazione.

A siglare - e ideare - per la prima volta un contratto di coaching è stato lo studio dell'architetto Isabella Goldmann, per conto di un paio di importanti clienti. «Dopo esser stati contattati per svolgere un'indagine di sostenibilità su alcuni edifici di loro proprietà – racconta l'architetto – gli abbiamo proposto di avviare un percorso formativo interno, per trasferire i risultati alle risorse interne e insegnare loro come attuare il progetto esecutivo. Invece di portare a casa un semplice incarico di consulenza, preferiamo che il team dell'ufficio tecnico del nostro cliente impari ad attuare il progetto da solo. Spesso si tratta di persone ben preparate e qualificate che, se formate, poi saranno capaci di mantenere i risultati in futuro».

È Telecom, tra i primi, ad aver sottoscritto un contratto di coaching con lo studio di architettura Goldmann & Partners: conclusa l'indagine di sostenibilità finalizzata alla diagnosi e prognosi su un edificio esistente (secondo lo standard Geea, green energy and efficiency audit), lo studio organizza due giornate di sessione plenaria per spiegare al team dell'azienda i lavori da fare nel dettaglio; a quel punto per sei mesi (la durata del contratto) lo studio continuerà ad assistere i tecnici da remoto, controllando i loro calcoli e la loro progettazione, suggerendo miglioramenti e insegnando come effettuare le giuste misurazioni.

Durante le giornate di formazione, gli architetti dello studio insegneranno ai tecnici di Telecom come progettare al meglio la ventilazione, il layout degli interni o l'orientamento; quali materiali utilizzare per ottenere il miglior isolamento; come effettuare le verifiche tecniche e i calcoli termici; come dimensionare al meglio l'impiantistica, ecc. In modo tale che i tecnici, poi, siano in grado di predisporre e attuare da soli il progetto esecutivo di riqualificazione dell'immobile secondo gli standard più efficienti, facendo proprie anche le conoscenze necessarie per manutenere l'edificio nel tempo. «Su richiesta il coaching può continuare nella fase di direzione lavori, se serve», aggiunge la Goldmann. La durata è flessibile, dipenderà dai lavori necessari (dal cambiamento dei punti luce, al calcolo della trasmittanza per isolare le pareti).

Questo tipo di contratto si rivolge a grandi imprese proprietarie di un consistente pacchetto di immobili, a fondi di investimento che devono sviluppare o rigenerare edifici secondo i più avanzati standard sostenibili, privati in locazione che intendono migliorare il loro uso dell'immobile riducendo i costi. Rispetto ad un normale contratto di consulenza con cui l'azienda affida i lavori e la progettazione interamente a uno studio di architettura esterno, magari sempre quello da anni, «il coaching costa la metà all'azienda – precisa l'archietto Goldmann – e una volta concluso le competenze interne sono cresciute».

L'incognita legata al coaching è messa in evidenza dai più scettici: formare risorse interne alla committenza, potrebbe voler dire in futuro togliere lavoro agli architetti. Ma l'architetto Goldmann è convinta del contrario: «Continueranno a rivolgersi a noi per conoscere gli standard più avanzati – afferma convintamente –. Si tratta di un modo per elevare il livello della committenza e rendere il nostro lavoro sempre più sfidante». Gli uffici tecnici interni alle realtà corporate, del resto, non potranno mai farsi carico interamente della ricerca e della fase di due diligence: impegnati nel seguire le gare di appalto, redigere i bandi, interagire con i professionisti e i fornitori, avranno sempre bisogno di realtà esterne capaci di indirizzare la progettazione. Creando così un circolo virtuoso per la qualità generale dell'edilizia.

La case history
Telecom si affida al coaching per ottimizzare un edificio in provincia di Bergamo, vicino al casello stradale. Risale a qualche mese fa la decisione dell'azienda di telecomunicazioni di avviare un'indagine di sostenibilità Geea sull'immobile, affidata allo studio Goldmann & Partners. Oggi è in corso la diagnosi preliminare, con la quale poi lo studio sarà in grado di consegnare all'ufficio tecnico di Telecom una traccia di tutte le opere necessarie. A quel punto partirà la formazione: due sessioni plenarie e poi assistenza per sei mesi in remoto, durante tutta la fase di progettazione esecutiva. Si tratta di un immobile strategico per Telecom, a destinazione mista: in parte uffici, in parte centro dati, è esteticamente molto povero e non rappresenta più l'immagine dell'azienda. Il centro logistico, importante per il Nord, si estende su 11mila mq a cui si aggiungono altri 4.850 interrati, per i servizi e gli impianti termici. La tecnologia si miniaturizza e nel centro elaborazione dati si liberano metri quadri, così l'edificio si presta ad un uso più razionale. Si aggiunge la necessità, ormai l'urgenza, di ridurre i consumi di un immobile non isolato, alimentato da due caldaie da 1.300 kW e da un'imponente gruppo frigo per il raffrescamento. Nel 2011, l'edificio ha consumato 5 milioni di kW/h.

TAGS: Goldmann Partners | Isabella Goldmann | Italia | Telecom | Telecomunicazioni

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