L'app per agenti immobiliari che aiuta a trovare clienti

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 16 maggio 2013 alle ore 09:04.

Un algoritmo che consente, in pochi secondi, di passare in rassegna circa un milione di annunci immobiliari di vendita, pubblicati sui principali portali web di riferimento, e rispondere alle esigenze quotidiane di ogni agente immobiliare. Addirittura fornendo l'elenco dei privati che in quel momento stanno vendendo o cercando un immobile in zona, filtrando la ricerca ai soli inserzionisti che lasciano il contatto telefonico.

È il sistema di ricerca attiva Active Finder immobiliare, ideato da Massimiliano Pochetti e commercializzato da www.casashare.it, a soddisfare i desiderata di tanti mediatori che di questi tempi perdono ore ogni giorno davanti al computer, esaminando centinaia di annunci, alla ricerca dell'incontro perfetto tra domanda e offerta. La web app è pensata per facilitare le attività di acquisizione dei mandati, su cui si concentra il 50% del lavoro di un agente. Al momento sono 203 gli operatori, sull'intero territorio nazionale, che la utilizzano.

È stata lanciata - nella sua prima versione beta - tra il 2009 e il 2010 a Roma. «Il test della piattaforma – racconta l'ideatore – è iniziato del 2008, ma allora ci siamo resi conto che eravamo troppo avanti con i tempi per via della facilità con cui il mercato garantiva fatturati a tutti». Oggi la situazione è cambiata e in attività resta soltanto il professionista che si allinea alle nuove esigenze del cliente, alla rapidità delle dinamiche di mercato. E Active Finder serve proprio a questo.

La web app è navigabile sui browser tradizionali, su smart phone e tablet, per dare la possibilità agli agenti immobiliari di lavorare in mobilità. Consente di ottenere, con un click, l'elenco degli annunci pubblici rilasciati dai privati che cercano casa in una determinata zona. «È un fenomeno sottostimato - afferma Pochetti -, ad oggi abbiamo censito oltre 5mila inserzioni pubblicate sul web da potenziali acquirenti, anche su portali come Virgilio, Bacheca o Secondamano». È inoltre possibile ottenere il valore medio di mercato degli immobili di una terminata zona: l'operatore accede ad una fotografia istantanea capace di fornire una media tra tutti gli annunci pubblicati online in quel momento, anche per indirizzo o per taglio dimensionale dell'immobile (in mq). In ottica collaborativa, è poi possibile visualizzare gli immobili degli operatori partner (che possono essere etichettati e filtrati come più o meno collaborativi, in base ai giudizi degli utenti dell'app) e, attraverso un sistema grolocalizzato, si possono caricare notizie direttamente on the road, fotografando il cartello vendesi trovato per strada e l'informazione catturata andrà ad arricchire il database personale, evitando sempre i doppioni.

La funzione che più fa più gola ai professionisti, però, è appunto quella che consente di visualizzare, tramite un algoritmo capace di indagare e filtrare le informazioni caricate su tutti i principali portali web immobiliari (specifici e generalisti), l'elenco organizzato dei privati che vendono immobili in zona, senza la mediazione di operatori (il filtro anti operatore funziona nell'80% dei casi) e depurato dei doppioni. Sono attualmente 150mila gli annunci di privati censiti dall'applicazione, che tiene in memoria le inserzioni per un tempo limitato, per evitare di trovarne di eccessivamente datate. A cui si aggiungono altre 60mila opportunità di aste immobiliari. «I portali conoscono quello che facciamo - spiega Pochetti - e siccome forniamo il link diretto alla fonte, dove è caricato l'annuncio, per loro è una specie di pubblicità indiretta. Facciamo un'operazione di esame e filtro delle informazioni online, un po' come fa Google». Solo Idealista.it aspetta 3 giorni prima di pubblicare online gli annunci dei privati, per poter garantire prima un servizio esclusivo ai suoi agenti immobiliari abbonati. Immediata, invece, la "cattura" delle informazioni caricate su Casa.it, Immobiliare.it, ma anche Ebay o Subito.it.

Chi prima ha il contatto, prima può chiamare il privato cercando di portare a casa l'incarico. Ma per evitare che i privati vengano tartassati dalla mattina alla sera, le licenze per utilizzare la web app sono limitate: vengono rilasciate nominalmente ad un solo operatore ogni 100mila abitanti. A Milano, ad esempio, ne verranno rilasciate in tutto 14, a Roma invece potranno utilizzarlo solo in 28 professionisti. «Siamo già presenti in diverse città, da Cuneo a Napoli - aggiunge Pochetti - e stiamo quasi esaurendo le licenze in provincia di Roma. È una tecnologia che si avvicina a chi lavora già in mobilità, chi ha già sviluppato un'operatività moderna e non vuole perdere giornate per fare cose che possono essere automatizzate nei processi. Non solo per catturare gli annunci dei privati, ma soprattutto per ridurre i tempi di lavoro».

L'idea di creare Acrive Finder Immobiliare è nata tutta in casa dei fondatori, già attivi nel settore da circa 10 anni con diverse esperienze alle spalle. Negli Stati Uniti, un'attività simile viene svolta da Landvoice.com, anche se non offre tutte le funzioni della web app italiana. Sulla home page del sito internet americano si leggono frasi di questo tipo: «Basta sprecare tempo a cercare i pignoramenti in corso: ti forniamo noi l'elenco dei fallimenti e degli immobili in sofferenza»; «Aumenta il tuo reddito, individuando i contatti dei proprietari privati che vendono i loro immobili». Landvoice.com consegna ai relators, tutti i giorni, i contatti dei privati interessati e una lista accurata di numeri di cellulare, facendo leva su una ricca piattaforma di Multiple Listing Service.

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