Le agenzie si ribellano alla responsabilità sull'Ape

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Questo articolo è stato pubblicato il 12 settembre 2013 alle ore 08:28.

Trentotto senatori al fianco degli agenti immobiliari, nella "lotta contro l'Ape", il certificato energetico obbligatorio nei nuovi contratti di vendita o locazione, pena la loro nullità. La richiesta, formalizzata in un'interpellanza d'urgenza che attende di essere discussa in Parlamento, è che le sanzioni previste per chi pubblica un annuncio immobiliare senza indicare la prestazione energetica dell'immobile (art. 12, comma 10, del Dl 63/2013) vengano irrogate in capo al proprietario, in qualità di vero responsabile a redigere l'atto, e non all'agente immobiliare.

Come introdotto dal decreto, entrato in vigore il 6 giugno scorso, «il responsabile dell'annuncio» è tenuto a pagare una sanzione compresa tra 500 e 3mila euro nel caso in cui l'annuncio non contenga l'indice di prestazione energetica, contenuto appunto nell'Ape. Ma secondo Fiaip, l'associazione degli agenti immobiliari che ha trovato il sostegno dei senatori, la multa non può ricadere sul professionista che ha informato adeguatamente il suo cliente: «In un momento di crisi del mercato – afferma il presidente Paolo Righi – molti vendono o affittano per necessità. La responsabilità dovrebbe essere a carico del proprietario che, dopo essere stato informato per iscritto dall'agente degli obblighi di legge, decide di voler pubblicare comunque l'annuncio».
L'attuale momento politico, però, congela le richieste presentate a inizio agosto. Nessuno sa quando si terrà il dibattito in aula sull'interpellanza. Fiaip assicura che il governo – invitato dalle associazioni di categoria – sta preparando una norma per sanare la nullità dei contratti stipulati senza Ape in questi mesi (provvedimento fortemente richiesto da Confedilizia, l'associazione dei piccoli proprietari) e dentro questo provvedimento dovrebbe anche essere chiarito su chi ricade la responsabilità degli annunci. «È un atto auspicabile – afferma Righi – e sembra condiviso da tutte le parti politiche. Difficilmente non verrà recepito».

Finora solamente in Lombardia erano previste delle sanzioni per gli annunci incompleti. Il Dl 63/2013 le ha introdotte a livello nazionale e, da allora, alcune agenzie immobiliari hanno ritirato numerose inserzioni per non incorrere nelle multe. La confusione è tale, infatti, che oggi molti proprietari si rifiutano di redigere l'Ape con le attuali regole: il decreto ha annunciato anche l'arrivo di nuove modalità di calcolo e, anche se l'Ape per legge resta valido dieci anni, il ministero dello Sviluppo Economico sta per definire nuove procedure che potrebbero scombinare le carte in tavola. «Chi vuole rivendere dopo pochi anni o stipulare un nuovo contratto di locazione non se la sente di spendere soldi oggi per un documento che non varrà più domani», conclude il presidente di Fiaip. Così, mentre i proprietari attendono, intanto il mercato vive un momento difficile e la confusione politica non agevola chi deve vendere o affittare.

TAGS: Confedilizia | Fiaip | Ministero dello sviluppo economico | Paolo Righi | Urbanistica ed edilizia

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