Volano gli investimenti nell'alberghiero in Francia

di Adriano Lovera e Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2013 alle ore 12:31.

(Afp)

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Grandi investimenti nell'alberghiero in Francia. Secondo Bnp Paribas Re, solo nel primo semestre si sono registrate transazioni per 1,3 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2012. E il volume degli investimenti è accompagnato da buoni fondamentali. Nonostante un contesto difficile per il turismo di tutto il continente, gli hotel francesi nei primi sei mesi hanno accusato un calo delle presenze appena dello 0,6% e una riduzione dello 0,5% nel rapporto ricavi netti/stanze disponibili.

In tutto il Paese, il tasso medio di stanze occupate è stato del 63,4% nel semestre, balzato al 73,4% a luglio. Fa eccezione naturalmente Parigi, mai sotto l'80% e a 86,5% a luglio. Sotto la Tour Eiffel, i ricavi netti per stanza sono cresciuti dell'1,9% e si attestano a 124 euro contro una media nazionale di 62,2.

Il trend degli investimenti deve trovare conferma. Il dato francese beneficia ancora di alcuni importanti deal avvenuti nei primi tre mesi, come la cessione del Mandarin Oriental Paris allo stesso gruppo Mandarin Oriental Hotel Group per 290 milioni e la cessione, da parte di Starwood Capital, di quattro hotel di lusso Concorde al fondo sovrano del Qatar (Qatar Holding) per circa 700-800 milioni. Secondo fonti francesi, un quinto hotel della catena, il Concorde Opéra, potrebbe presto passare al fondo americano Blackstone, per una cifra vicina ai 150 milioni.

La Francia, comunque, si colloca al secondo posto su scala europea. Nel primo semestre, nota Bnp Paribas Re, gli investimenti negli hotel delle prime cinque destinazioni turistiche hanno raggiunto 4,5 miliardi (più 54% rispetto allo stesso periodo del 2012). Davanti c'è la Gran Bretagna (circa 1,8 miliardi), poi Francia (1,3), Germania (800 milioni), Spagna (400) e Italia (2- 300). Il nostro Paese è fanalino di coda sul volume totale, ma le prospettive sono buone.

Jones Lang LaSalle, nell'Outlook per il 2013, aveva previsto un valore degli investimenti per l'intero anno di crica 500 milioni, in crescita del 20% sul 2012. «Finora le promesse sono mantenute ed è un risultato ottimo, visto che negli anni precedenti ormai ci eravamo attestati sui 300 milioni», spiega Roberto Galano (responsabile per l'Italia ed Head of Hotels & Hospitality Group di Jones Lang LaSalle) interpellato da Casa24. «Le località italiane più legate al mercato domestico hanno in effetti sofferto un calo di presenze e di interesse da parte degli investitori, ma questo è bilanciato dall'appeal che continuano ad avere gli asset di pregio nelle principali città: Roma, Milano, Firenze e Venezia», prosegue Galano. La domanda internazionale proviene soprattutto da Medio Oriente, Asia e Stati Uniti. Tra le operazioni concluse di maggior rilievo, c'è stata la cessione del Four Season di Firenze all'Emiro del Qatar per circa 140 milioni di euro e dell'Eden di Roma al Sultano del Brunei per 105 milioni. E intanto investono anche le principali catene internazionali. Come Nh Hotel, che entro quest'anno aprirà altri due hotel, a Milano e Parma.

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