L'Italia torna nel mirino degli investitori retail

di Adriano Lovera

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Questo articolo è stato pubblicato il 16 ottobre 2013 alle ore 16:52.

Gli investitori nel retail si riaffacciano in Italia. Parola di Henderson Global Investors, che in un report dedicato all'Europa meridionale prevede un rapido ritorno ai deal nel nostro Paese, così da mettersi in scia alla ripresa dei consumi, che però si consoliderà solo nel 2017.

I redditi complessivi degli italiani, secondo la società di gestione, diminuiranno ancora del 10% l'anno prossimo. Ma dal 2015 il ciclo economico dovrebbe cambiare, con la stabilizzazione dei livelli di occupazione, una ripresa dei redditi disponibili e dunque delle spese al dettaglio, che cresceranno di circa l'1,5% tra il 2015 e il 2017, per poi prendere più slancio nel 2018. Ecco perché gli investitori istituzionali più lungimiranti hanno rimesso l'Italia nel mirino. Addirittura, secondo Henderson, i rendimenti si stabilizzeranno prima ancora dell'inversione del ciclo, quindi la finestra giusta per mettere a segno gli acquisti più profittevoli sarebbe limitata ai prossimi sei mesi.
Un ritorno di liquidità sul nostro mercato sarebbe benedetto, visto il crollo dei volumi del 2012: solo 77 milioni di transazioni su un totale di 19 miliardi di tutto il continente, secondo Jones Lang LaSalle. I prezzi degli immobili retail sono più abbordabili per alcuni motivi di natura finanziaria. Negli ultimi sei mesi, a seguito della pressione esercitata dalle banche, diversi soggetti hanno disinvestito (ad esempio a causa dell'imminente scadenza dei fondi). Così, già da marzo, alcuni player sono tornati nel nostro mercato in vari segmenti, come Qatar Investment Authority (hotel in Costa Smeralda), Morgan Stanley Sgr (nuovo fondo da 635 milioni), Axa e Allianz (uffici a Roma e Milano). I prezzi sempre più ridotti iniziano ad attrarre gli investitori core e, a fare da traino, c'è la necessità di diversificare e cercare rendimenti alti.

Oggi la nostra debolezza economica fa ancora dell'Italia un Paese instabile. "Per questo il premio di rischio per l'immobiliare è più elevato in Italia, che nella maggior parte dei principali stati europei" secondo Stefan Wundrak (Director of research Property di Henderson Global Investors). "Tuttavia, questo dovrebbe essere compensato dai ritorni attesi. E la crescita dei canoni di locazione contribuirà alla performance con la ripresa delle vendite al dettaglio e della fiducia dei consumatori".
Quali saranno i target? Niente follie, ma si punterà sul sicuro. Oggi in Italia i centri commerciali sono 745, con una GLA (Gross leasable area, superficie lorda affittabile) pari a 13,7 milioni di mq. I retailer sono selettivi, rimangono concentrati al nord e al centro, mentre alcuni hanno completamente abbandonato il sud. "I centri dominanti si sono dimostrati resilienti durante gli anni della crisi e sono molto meglio posizionati nel medio periodo per trainare la ripresa dei canoni di locazione" aggiunge Stefan Wundrak. Ed è su questi che si concentreranno gli acquisti. I nuovi centri, che non dispongono di dati commerciali di lunga data, sono visti ancora come rischiosi, mentre si prediligono i maxi store con utenza consolidata. Senz'altro avranno un ruolo principale i centri commerciali di prestigio, che in molti casi nel nostro Paese hanno rendimenti vicini al 7%, concentrati a Milano e Roma, poi Torino, Napoli e Bologna. Ma in Italia ci sono molte altre zone appetibili: le combinazioni più favorevoli tra domanda e offerta tendono a riscontrarsi in regioni di dimensioni ridotte, come Valle D'Aosta, Trentino - Alto Adige, Umbria e Basilicata. Mentre Henderson vede ancora come sfavorevoli alcune zone del meridione, con Bari e la Sicilia in particolare.
Prima ancora che in Italia, l'interesse per un mercato in ripresa, ma che offre ancora alti rendimenti, riguarderà la Spagna. Lo dimostra la recente acquisizioni da 162 milioni di euro con cui la joint venture tra gli inglesi di Intu e Cppib (il fondo pensioni canadese) si sono messi in portafoglio uno dei dieci migliori centri commerciali iberici, il Parque Principado di Oviedo. Un'acquisizione con un potenziale rendimenti del 7%.

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