A Rovereto un «hub green» per le imprese nella ex Manifattura Tabacchi

di Paola Dezza

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 marzo 2014 alle ore 19:05.

Un progetto innovativo che trasforma la sede storica della Manifattura tabacchi di Rovereto in un centro di eccellenza dove l'innovazione industriale coinvolge i settori dell'edilizia sostenibile, dell'energia rinnovabile e delle tecnologie per l'ambiente.

Il progetto - che è stato presentato allo scorso Mipim di Cannes come modello di un nuovo modo di fare edilizia in Italia - si presenta come un unicum nel nostro Paese, da un lato come primo hub della green economy italiana, dall'altro come "incubatore" di imprese che operano nella riqualificazione e nell'edilizia sostenibile, dei servizi ambientali e delle energie rinnovabili. Il recupero della Manifattura di Rovereto, di proprietà della Provincia di Trento, verrà ultimato nel 2018 e prevede il restauro degli edifici storici - una ventina - e una nuova costruzione con l'ampliamento degli spazi per imprese disegnati dall'architetto Kengo Kuma. In tutto il Progetto Manifattura riguarda 60mila metri quadrati coperti, 30mila circa i mq di nuova realizzazione. Il masterplan è stato ideato da Kengo Kuma, Carlo Ratti, Arup e Kanso per promuovere l'incontro tra persona e ambiente e favorire la circolazione della conoscenza.

Le aziende che intendono insediarsi in Manifattura potranno scegliere tra open space, spazi a uso ufficio modulabili, moduli produttivi da 300 a 1.800 mq per la produzione di manifattura leggera. In tutto sono previsti 35mila metri quadrati per l'impresa, 14mila metri quadrati per le attività commerciali e culturali-ricreative, 15mila metri quadrati per attività universitarie. Il progetto prevede poi che il 52% della potenza di picco sia soddisfatta da energia proveniente da fonti rinnovabili, mentre si intende risparmiare il 60% della domanda di acqua proveniente dall'acquedotto tramite il recupero dell'acqua piovana.

Il progetto architettonico include tetti verdi, pari a 28mila metri quadrati, spazi modulabili - come richiedono oggi i moderni uffici - sistemi di fitodepurazione, energie rinnovabili su ampia scala. L'obiettivo è creare uno spazio dove pubblico e privato possano collaborare e dove le imprese locali, nazionali e internazionali possano lavorare insieme.
«Il progetto si iscrive in uno sviluppo che parte dal 2005-2006 e ha a che vedere con un programma più ampio della riqualificazione del settore delle costruzioni in Trentino – dice Gianluca Salvatori, presidente di Manifattura –. Qualche anno fa eravamo sotto pressione per via dei cambiamenti del mercato immobiliare nei Paesi del nord Europa, dove era già in essere una logica diversa del costruire. Noi che come Trentino siamo una frontiera culturale avvertivamo già un primo cambiamento di paradigma nella domanda.

Dall'altro lato si iniziavano a percepire anche i primi sintomi della crisi dell'edilizia in Italia. Ed ecco perchè è nato un consorzio tra imprese di costruzioni, aziende di energia e progettisti a livello locale denominato Habitech, che ha rappresentato una fucina di elaborazione di idee nuove e ha introdotto i sistemi di certificazione come LEED».
Quando nel 2009 si è reso disponibile la Manifattura tabacchi, che è un simbolo in Trentino come prima grande impresa industriale, la Provincia ha scelto di comperare il complesso e rinnovarlo. «Oggi sono una quarantina le imprese presenti per circa 150 addetti» conclude Salvatori

TAGS: Kengo Kuma | Manifattura tabacchi | Trentino Alto Adige | Tutela ambientale

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