Un triennio di crescita per la logistica, grazie a Paesi emergenti ed e-commerce

di Simone Lupo Bagnacani

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Questo articolo è stato pubblicato il 15 maggio 2014 alle ore 15:14.

(Olycom)

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Nei prossimi tre anni il mercato della logistica in Europa dovrebbe mantenere un'attività positiva, spinto in particolare dalla richiesta di grandi spazi dovuti alla continua crescita dell'e-commerce, a muoversi saranno soprattutto i mercati emergenti anche se in tutto il continente le operazioni saranno ancora all'insegna del contenimento dei costi.

Sono i risultati di un sondaggio tra gli occupier realizzato da JLL in collaborazione con CoreNet Global, secondo cui i quasi i due terzi degli intervistati prevede di aumentare la superficie coperta dedicata alla logistica nei prossimi tre anni. In base a questo JLL prevede un elevato take up annuo come accaduto negli ultimi anni, lo spiega la responsabile della ricerca logistica e industriale di JLL per Europa e medio-oriente, Alexandra Tornow: "I requisiti di spazio saranno guidati principalmente dal riallineamento della rete per assistere nuovi modelli di domanda dei clienti, in particolare l'unione tra online e offline e una maggiore rapidità nelle consegne. Gli occupier richiederanno strutture più grandi, tra cui mega-capannoni superiori a 100 mila metri quadri a sostegno di questa richiesta".

Un altro dato che non dovrebbe cambiare, nonostante le previsioni economiche mondiali diano finalmente segnali positivi, è l'attenzione per la riduzione dei costi che si muoverà in due direzioni, da un lato quella dei costi di trasporto, perseguita tramite strategie di localizzazione come l'avvicinamento alla loro base di clienti, e dall'altro con uno sforzo crescente verso le nuove tecnologie. Le aziende daranno infatti grande importanza nella loro agenda di sostenibilità all'integrazione tra un minore consumo energetico, minori esigenze di riscaldamento e produzione di energia da fonti rinnovabili mentre le misure di prevenzione dei rischi, come la mitigazione del surriscaldamento e i rinforzi ai tetti per affrontare condizioni climatiche estreme, non sono ancora molto considerate.

A livello geografico, nonostante lo studio indichi una buona attività in tutta Europa, la palma dei mercati più dinamici va alla Russia e alla Turchia. E' però doveroso sottolineare che le risposte sono state raccolte prima dell'esplosione delle tensioni geo-politiche in Ucraina che potrebbero portare a rivedere drasticamente i business plan in Russia, a causa delle sanzioni internazionali verso il Paese. Anche al netto degli ultimi sviluppi gli operatori del settore hanno comunque sottolineato diverse difficoltà ad operare in queste due aree, come racconta ancora Tornow: "In queste aree ci sono aspettative di crescita a lungo termine, tuttavia questi mercati continuano a sollevare una varietà di rischi e sfide immobiliari, come prezzi elevati dei terreni e lunghe procedure per ottenere i permessi di pianificazione".

Il buon andamento dei prossimi anni però non è scontato, molto dipenderà da come gli operatori sapranno muoversi, come analizza Matt Bigam di CoreNet Global: "Per mantenersi in vantaggio, i mercati immobiliari dovranno rivelarsi coraggiosi e sensibili alle opportunità nate modificando corridoi di infrastrutture di trasporto, dinamiche di localizzazione e domanda dei consumatori. La sfida chiave per sviluppatori, investitori e soprattutto occupier sarà fornire al meglio il giusto tipo di prodotto e le migliori condizioni di locazione per approfittare della domanda in questi mercati in rapida evoluzione".

TAGS: Alexandra Tornow | Europa | Internet | JLL | Matt Bigam | Medio Oriente | Russia

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