Gioielli paesaggistico architettonici da riscoprire e valorizzare per rilanciare il turismo

di Evelina Marchesini

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Questo articolo è stato pubblicato il 25 giugno 2014 alle ore 19:17.

Coniugare un patrimonio pubblico da valorizzare stimato in 300 miliardi di euro con una risorsa mondialmente riconosciuta della Penisola, il turismo. È con questo spirito che, anche quest'anno, Expo Italia real estate, che si chiude stasera, ha dedicato tutta una serie di incontri, convegni e meeting personalizzati a "Tourism for Italy", filone nel quale operatori nazionali e internazionali hanno condiviso le principali iniziative di refurbishment capaci di generare, in Italia, strutture ricettive in linea con la nuova tendenza del turismo-leisure.

L'iniziativa nasce dalla partnership tra Ge.Fi. - Gestione Fiere, la Spa che organizza la Fiera, e Progetto Turismo, la società impegnata sul versante del management alberghiero e dei servizi di intermediazione, fondata dal coordinatore della commissione Turismo di Federimmobiliare, Emilio Valdameri. Uno spazio in cui si sono confrontate le proposte classiche dell'ospitalità, i nuovi deal in corso, le modalità alternative con caratteristiche peculiari per il nostro Paese, come la formule dell'albergo diffuso e del resort integrato: il primo, grazie al recupero dell''esistente, mira a conciliare la vacanza con la riscoperta di borghi inesplorati (1.500 in Italia); il secondo coniuga, invece, l'esigenza turistica tradizionale con l'organizzazione di eventi paralleli e la valorizzazione del patrimonio naturalistico.
«L'Italia, che dispone di ben 49 siti catalogati dall'Unesco nella celebre "World Heritage List" (a cui si sono appena aggiunti Langhe, Roero e Monferrato), deve ripartire dai suoi asset storici, naturali e antropologici – ha dichiarato il presidente di Ge.Fi, Antonio Intiglietta –. In quest'ottica, il mondo del real estate italiano fornirà il proprio contributo rilanciando, con forza, il tema della rigenerazione: la valorizzazione dell'esistente costituirà il leitmotiv della rassegna di Fieramilanocity, avviando un serio dibattito tra operatori e professionisti del comparto».

Tra i vari incontri sul tema turistico, quello ufficiale di Eire si è ispirato ai tempi di crisi della presidenza americana di Roosevelt, intitolandosi "Il new deal del turismo italiano". Oltre al presidente di Ge.Fi., hanno partecipato tra gli altri Emilio Valdameri, Marco Malacrida (presidente di Res Hospitality business developers e di Str Global Jv partner-TrustYou), Domenico Arcuri (a.d. di Invitalia), Stefano Scalera (direttore dell'Agenzia del Demanio), Giorgio Palmucci (presidente di Aica, Associazione italiana Confindustria alberghi).
«La crisi economica, che ci ha costretto di rivedere i nostri modelli di sviluppo – commenta Antonio Intiglietta –, impone ora un'azione capace, nel medio periodo, di riqualificare gli asset storici, naturali e antropologici di un Paese con risorse senza eguali al mondo. Al di là dei siti catalogati dall'Unesco, dobbiamo focalizzare l'attenzione del settore e degli investitori verso un patrimonio minore di beni che meritano di essere rigenerati. È il caso della riqualificazione del Rione Terra di Pozzuoli (primo nucleo abitativo dell'antica città fondata nel II secolo a.C.) e dei beni architettonici dei Campi Flegrei ubicati, in Campania, su una superficie di oltre 124 chilometri quadrati». Un esempio tra i tanti.

Da citare, per l'attenzione ricevuta, LameziaEuropa, che ha presentato agli investitori nazionali e internazionali il progetto di Lamezia Waterfront in Calabria. Il progetto è finalizzato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare di una parte dell'area industriale di Lamezia Terme, l'area greenfield del Waterfront, con una estensione di due milioni di mq e un'area fronte mare di tre chilometri, situata a 5 minuti dall'aeroporto di Lamezia Terme, immediatamente disponibile, con costi zero per la bonifica e con rilascio delle autorizzazioni amministrative entro 180 giorni dalla presentazione del progetto d'investimento, su cui gli stakeholders del territorio stanno operando in maniera condivisa da alcuni anni per un possibile utilizzo in ambito turistico, dei parchi tematici o legati al divertimento e per l'attrazione di grandi eventi.

Si ritiene infatti perseguibile per il futuro attraverso la definizione di un progetto modulare costituito da più attrattori turistici (marina attrezzata e integrazione funzionale con le Isole Eolie, campo da golf e circuito regionale, strutture ricettive, stabilimenti balneari e sistema delle spiagge, villaggio turistico, residenze, parco acquatico, polo ristorativo e del divertimento, tempo libero, sport e benessere, polo grandi eventi per attività fieristiche, congressuali, musicali, polo commerciale) e in coerenza con le politiche di sviluppo settoriali regionali e governative, l'obiettivo strategico di contribuire a far diventare la Calabria una destinazione turistica a livello nazionale ed internazionale dove poter ospitare, in considerazione delle favorevoli condizioni climatiche, flussi turistici di considerevoli dimensioni per nove mesi l'anno.

Lameziaeuropa, proprietaria delle aree, è una Spa a maggioranza prevalentemente pubblica, con un capitale sociale di 3,5 milioni di euro interamente versato, una compagine societaria costituita da 26 soci tutti soggetti promotori del Patto territoriale Lametino ed i cui azionisti di riferimento sono il Comune di Lamezia Terme, la Regione Calabria attraverso Fincalabra Spa, Invitalia Spa, la Camera di commercio di Catanzaro e la Provincia di Catanzaro detentori del 97% delle azioni.

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