Volumi in crescita nel real estate italiano

di Simone Lupo Bagnacani

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2014 alle ore 16:50.

(Olycom)

(Olycom)

L'immobiliare non residenziale italiano continua il suo periodo positivo segnando nel primo semestre dell'anno un incremento del 20% rispetto alla prima metà del 2013 toccando quota 1,8 miliardi di euro. È quanto rileva JLL in un rapporto sugli investimenti in Italia analizzato in esclusiva dal Sole 24 Ore.

Il trend di crescita non è solo italiano ma una situazione che, nonostante le preoccupazioni geopolitiche, coinvolge tutto il continente con 44 miliardi di investimenti registrati nel secondo trimestre. "La prova di questa tendenza in progressivo ampliamento - si legge nel rapporto - è dimostrata dai volumi nei paesi del Benelux, dell'Europa centrale e orientale, e dell'Europa meridionale, che hanno registrato tutti almeno il 50% in più di volumi assorbiti rispetto al primo semestre del 2013. Insieme alla crescita del 38% rispetto al primo semestre del 2013 nei mercati di Regno Unito, Francia e Germania - i 'Big 3', questo elemento conferma il consolidamento della fiducia degli investitori".

Tornano investitori internazionali, prospettive positive
Anche in Italia l'anno è iniziato in maniera positiva nel settore non residenziale con gli investimenti che sono saliti da 1,3 miliardi di euro dei primi sei mesi del 2013 a 1,8. Anche il valore medio delle transazioni, poco meno di 30 fino a giugno, sta salendo, come segnale del ritorno della fiducia. I più attivi sono gli investitori internazionali che nel 2013 avevano solo cominciato a riaffacciarsi al mercato italiano, con la sola Blackstone, ad esempio, che ha speso quasi 500 milioni di euro in sei mesi. I fondi comuni in generale hanno rappresentato circa il 64% del capitale investito, in crescita rispetto al 37% nel primo semestre 2013, oltre ad un ulteriore 12% di denaro istituzionale (11% nello stesso periodo dello scorso anno), erodendo così la quota di mercato degli utilizzatori finali, del settore pubblico e dei privati.
"Nel complesso - si legge nel rapporto - le prospettive per la fine dell'anno sono positive, con aspettative di compressione dei rendimenti in tutti i settori grazie alla crescente concorrenza per i beni immobiliari e con l'attesa che i risultati del 2013 saranno almeno replicati". Il livello di attività del 2013, occorre ricordare, era stato il più alto dal 2008. Questa previsione è sostenuta inoltre dal buon inizio della seconda metà dell'anno con una serie di importanti operazioni come la chiusura della transazione da parte di Cerberus sul portafoglio Atlantic 2 Berenice di IDea Fimit e l'acquisizione da parte di Union Investment del centro commerciale Le Terrazze a La Spezia.

Retail oltre 50% mercato
A muovere il mercato è soprattutto il retail che nei primi sei mesi ha superato 900 milioni, rappresentando il 51% dei volumi, si tratta di un trend comune agli ultimi anni ma in forte controtendenza rispetto alla media del 36% registrata tra il 2002 e il 2010, quando erano gli uffici ad assorbire il 48% delle risorse. A scegliere il retail sono in particolare grandi investitori esteri specializzati. Tra le operazioni più significative chiuse in questi mesi sono infatti da registrare il portafoglio Klepierre comprato da Carrefour, l'acquisizione da parte di Blackstone per dei centri commerciali Borgogioioso–LeColonne–Valdichiana Outlet Village e l'acquisto del centro commerciale Fiumara da parte di Allianz/ING che, insieme, totalizzano oltre la metà del volume di investimenti retail. "Con un miglioramento della fiducia degli investitori internazionali nei confronti dell'immobiliare commerciale italiano, quindi, il livello di attività è finalmente tornato ai livelli pre-2012", spiega lo studio.

Male gli uffici, ma sta salendo interesse. Boom della logistica
Il comparto uffici invece risente della scarsa disponibilità di prodotti in linea con le richieste degli investitori, tanto che sono state chiuse operazioni solo a Milano per un totale di circa 300 milioni, il 20% in meno della prima metà del 2013. Anche qui però JLL non è pessimista e sottolinea che "gli operatori in cerca di prodotto a destinazione uffici sono in crescita, compresi gli operatori internazionali, anche per beni non-prime, e nonostante le dimensioni degli immobili disponibili rimangono inferiori rispetto, per esempio, al settore retail. Segnali incoraggianti emergono anche riguardo la migliore accessibilità al credito". JLL stima quindi che, esclusi i portafogli, ci sia una pipeline di prodotti potenzialmente in vendita nei prossimi 12-18 mesi per almeno un miliardo. Il secondo trimestre dell'anno sorride invece alla logistica e porta il totale degli investimenti a 300 milioni di euro, già il triplo del 2013. Si tratta per lo più di investitori internazionali opportunistici che però sono guidati dai fondamentali come la posizione e la qualità dell'immobile.

TAGS: Allianz Subalpina | Carrefour | Fusioni e Acquisizioni | Italia | JLL |

Trova Casa
annunci immobiliari
powered by