Il franchising immobiliare continua a perdere terreno: agenzie affiliate in calo del 12,5%

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2014 alle ore 20:04.

Il 2014 lascia sul terreno 575 agenzie immobiliari affiliate a network di intermediazione immobiliare. Si tratta di un calo del 12,5% per il franchising immobiliare, a conferma del trend negativo registrato a partire dal 2010. A perdere terreno sono i marchi, più o meno noti, che svettano sulle vetrine delle 42mila agenzie presenti in Italia, a partire dal più diffuso di Tecnocasa (che copre il 49,89% delle attività in franchising), passando per Gabetti (11,38%) o Gruppo Toscano (4,85%). Al contrario crescono le realtà indipendenti (+0,81%) rispetto al 2013 e le forme “alternative” di collaborazioen tra i professionisti.

In tutto sono 11 i marchi dell’intermediazione immobiliare in franchising censiti dal report «Reti e aggregazioni immobiliari» elaborato da Gerardo Paterna che come ogni anno fotografa il segmento delle agenzie, rilevando alcuni dei trend e delle novità più rilevanti per i professionisti del settore. «Le criticità riferite al format proposto dal franchising immobiliare riguardano generalmente i costi fissi legati all'affiliazione, la mancata efficacia dei servizi offerti, la scarsa efficienza nell'erogazione dei servizi pagati», riassume Gerardo Paterna nella ricerca. Tanto che l'assunto dell'agente immobiliare medio che esce da un sistema di affiliazione sembra essere: «Il sistema mi costa troppo rispetto ai vantaggi competitivi ed economici che dovrei riscontrare nella pratica quotidiana».

Il mercato dell'intermediazione resta comunque molto fluido e in costante movimento, alla ricerca di formule di aggregazione che facciano la differenza rispetto al passato. Nascono consorzi e associazioni tra i professionisti. Cresce l’utilizzo delle piattaforme MLS a valenza locale, dove l'appartenente riscontra qualche vantaggio in più nella comunione di strumenti tecnologici e servizi complementari per la propria agenzia immobiliare.

Si affrontano in modo sempre più marcato i temi legati all'utilizzo di social network professionali e del co-working, che stanno rivoluzionando il lavoro in rete e la condivisione di opportunità, riducendo costi economici e favorendo sinergie e selezione tra gli operatori.
«I brand nazionali - suggerisce Paterna - devono tornare focalizzarsi sull'agente immobiliare in un'ottica win-win, dove si incassano royalties a fronte delle performance del partner affiliato. Inoltre devono rivalutare le politiche aggregative con altri gruppi per eliminare centri di costo e liberare risorse per creare nuove opportunità. Infine devono passare dalla visione di rete agenziale a quello di rete distributiva, “ultimo miglio” della filiera, indispensabile per conquistare segmenti di mercato diversamente fidelizzati».

L’indagine sulle agenzie immobiliari quest’anno rileva una serie di format alternativi al franchising che si stanno affermando sul territorio: dalla società di servizi, al consorzio, passando per l’MLS locale. Tra gli addetti ai lavori, nell’ultimo periodo serpeggia una sfida: il nuovo traguardo da raggiungere consiste nel creare un aggregatore nazionale delle diverse piattaforme MLS locali, una specie di versione italiana del più noto Realtor.com,acquistato a ottobre di quest'anno da Rupert Murdoch, azionista di riferimento, attraverso varie società, anche del portale di annunci immobiliari Casa.it.

TAGS: Esercizi commerciali | Gerardo Paterna | Gruppo Toscano | Rupert Murdoch | Tecnocasa

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