Il Bosco Verticale vince il premio per il più bel grattacielo del mondo: venduto per il 57%

di Michela Finizio

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 novembre 2014 alle ore 16:49.

È il Bosco Verticale progettato progettato dallo studio di architettura italiano Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) a Milano il vincitore dell'International Highrise Award, il premio assegnato oggi a Francoforte al più bel grattacielo del mondo. Il Bosco Verticale era, infatti, tra i cinque finalisti scelti dalla giuria del premio promosso dal Museo di Architettura della città tedesca, che viene conferito ogni due anni a quegli edifici, alti almeno 100 metri, che si sono distinti per design pionieristico, sostenibilità, tecnologie innovative, integrazione urbana, funzionalità e aspetto esterno.

Definite dalla giuria un «grande esempio di simbiosi tra architettura e natura», le due torri che compongono il grattacielo firmato Boeri Studio sono state sviluppate da Hines. Finite di costruire nel giugno scorso nel nuovo quartiere di Porta Nuova a Milano sono interamente residenziali. Alte 80 e 112 metri, contano in tutto circa 110 appartamenti di diversa forma e dimensione, ognuno con accesso a un proprio balcone o terrazzo su cui crescono oltre 1.000 piante e alberi di diversa varietà, la cui manutenzione è gestita da un sofisticato sistema di irrigazione. In finale, insieme al Bosco Verticale dello studio Boeri, sono arrivati anche il «De Rotterdam» (151,3 metri), realizzato a Rotterdam da Office for Metropolitan Architecture, «One Central Park» di Sydney (64,5 metri e 116 metri) e «Renaissance Barcelona Fira Hotel» a Barcellona (105 metri), entrambi dell’ateliers Jean Nouvel, e «Sliced Porosity Block» a Chengdu in Cina (123 metri) di Steven Holl Architects.

«Il Bosco Verticale è espressione del bisogno umano di contatto con la natura – ha dichiarato Christoph Ingenhoven presiedente della giuria -. È un'idea radicale e coraggiosa per le città di domani e rappresenta sicuramente un modello per lo sviluppo di aree ad alta densità di popolazioni in altri paesi europei». Nelle due torri (una che si affaccia in via De Castillia e l’altra in via Confalonieri) sono presenti rispettivamente 71 e 40 appartamenti di differenti dimensioni: le metrature variano dai 70 e ai 500 mq al massimo. Arrivate sul mercato in due trance, le torri hanno fin da subito attirato l’attenzione degli acquirenti interessati, più di altre importanti architetture residenziali realizzate all’interno della maxi-rigenerazione urbana di Porta Nuova. Dopo ormai diversi anni di commercializzazione, però, le unità comprese nelle due torri sono state vendute in media solo per il 57% (rispettivamente 70% quelle di una torre, 45% quelle della seconda che è stata messa sul mercato in un secondo momento). Ciascuna abitazione è stata venduta per valori che vanno da un minimo di uno ad un massimo di 10 milioni di euro ciascuna.

TAGS: Architettura | Christoph Ingenhoven | Cina | Gianandrea Barreca | Hines | Jean Nouvel | Milano | Rotterdam | Stefano Boeri | Steven Holl Architects

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