Intermediazione immobiliare: banche e portali di annunci online «sfidano» gli agenti

di Francesco Nariello

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 novembre 2014 alle ore 19:29.

Agenti immobiliari stretti in una morsa. Con le banche che, da una parte, iniziano ad affacciarsi sul mondo dell'intermediazione immobiliare, cercando e offrendo case ai clienti direttamente in filiale. E con i privati, dall'altra, che pubblicano gratis online un numero crescente di annunci, attratti dalla possibilità di concludere transazioni senza affidarsi ai mediatori, risparmiando sulla provvigione.

La categoria si ritrova così ad affrontare una concorrenza sempre più agguerrita sia “dall'alto” che “dal basso”, in un periodo già molto difficile in cui la crisi continua a pesare sul mercato, come rileva l'ultimo report sul settore (www.gerardopaterna.it su dati Infoimprese) che segnala, tra il 2013 e il 2014, un numero pressoché invariato di agenzie (42.309 contro 42.041), ma con un crollo di circa il 12,5% per la quota di franchising (575 agenzie in meno). Gli agenti invece, si possono stimare, secondo Fiaip, attorno a quota 70mila.

Quello bancario è un “fronte” nuovo. Il primo istituto di credito ad attivarsi nel campo dell'intermediazione immobiliare è stato la Cassa di Risparmio di Bolzano, con la controllata Sparkasse Immobilien (alla cui guida c'è Paolo Bellini, presidente Anama), agenzia che dal 2012 commercializza immobili a uso privato e commerciale, e che può contare su una ventina di “vetrine” in altrettante filiali della banca. A far scattare l'allarme nella categoria, tuttavia, è stata l'operazione avviata da Unicredit, che dal luglio scorso ha lanciato “Subito Casa”, società di intermediazione immobiliare del Gruppo, con sede a Milano, partita con una fase pilota che si focalizza su mandati ricevuti da costruttori clienti della banca con cantieri in sette città (Roma, Torino, Milano, Verona, Bologna, Napoli, Palermo). Ma che dal 1° gennaio 2015 – secondo i piani – vedrà l'estensione del servizio anche ai privati e in tutt'Italia. Così nelle filiali potranno essere offerti le case e i mutui per il loro acquisto.

«L'iniziativa è nata per imprimere slancio a un settore in crisi», spiega Massimo Macchitella, dg di Subito Casa Unicredit, che sottolinea: «Il nuovo progetto si pone, fra l'altro, l'obiettivo di ampliare le opportunità offerte ai clienti cercando di incrementare la quota di transazioni fatte da operatori professionali, che in Italia è fra le più basse d'Europa». A oggi la società ha avviato collaborazioni con circa cento agenti, ma in futuro, precisa Macchitella, «non è escluso l'inserimento di personale interno che, previa abilitazione, sia disponibile a convertirsi all'intermediazione».

La prospettiva di un'agenzia gestita da un gruppo bancario preoccupa non poco gli agenti. Paolo Righi, presidente Fiaip, afferma, senza mezzi termini: «La categoria non ha paura della concorrenza, che anzi aiuta a crescere. Ma riteniamo sleale quella delle banche. Innanzitutto perché i clienti potranno essere acquisiti direttamente allo sportello da migliaia di operatori che, pur non avendo alcun titolo per farlo, potranno indicare la possibilità di rivolgersi all'agenzia della banca per comprare o vendere casa». Non solo, «quello che più preoccupa è il rischio distorsivo per il mercato legato all'effetto persuasivo, anche se involontario, che la banca può avere verso i clienti. Si pensi, ad esempio, a chi, proprietario di casa, sia esposto verso l'istituto: una sorta di moral suasion al contrario in campo immobiliare».

Altro fattore di forte concorrenza per la categoria viene dai privati, i cui annunci hanno una presenza crescente nei portali online, incrementando le possibilità di portare a termine compravendite non intermediate. «Il problema – afferma Valerio Angeletti, presidente Fimaa – è che le agenzie pagano per inserire i propri annunci e acquisire visibilità sui portali, mentre i privati li pubblicano gratis. Si sta ripetendo, in sostanza, quello che è avvenuto in passato con le free press». Anche una sigla giovane come Air, radicata soprattutto su Roma, ha una posizione netta: «I portali sono cresciuti grazie al contributo degli agenti e ora gli si ritorcono contro – afferma il vicepresidente, Carlo Tumbarello –. Senza contare che, anche online, c'è il problema abusivi: persone che si presentano come professionisti senza esserlo».

Alle accuse replica Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it: «Nel mercato italiano la quota di compravendite non intermediate è ormai stabile intorno al 45%, nonostante la crisi e non certo a causa dei portali. Questo vuol dire che per gli agenti la quota di mercato da conquistare è ampia. Ma il vero problema è che, soprattutto per chi compra, la percezione qualitativa del servizio di mediazione è bassa. Da un nostro questionario, risulta che solo il 7% degli utenti preferisce affidarsi a professionisti». Per quanto riguarda la pubblicazione gratuita di annunci, precisa Giordano: «Il mercato ormai è aperto e la presenza dei privati incrementa il traffico. Fattore che, a sua volta, produce vantaggi soprattutto per gli agenti, visto che solo il 10% delle proposte sul sito è privato»

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