L'Egitto fa il pieno di stranieri

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2007 alle ore 07:41.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 17:59.

Il 4 maggio Gamal, il secondogenito del presidente egiziano Hosni Mubarak, sposerà la fidanzata Khadija con una cerimonia privata a Sharm El Sheikh, la località sul Mar Rosso preferita da Mubarak padre e da migliaia di italiani che, dagli anni 80, l'hanno eletta quasi a seconda patria, molti anche acquistando una casa per le vacanze: merito anche delle numerose proposte low cost (con Egyptair e Alitalia, per esempio) che permettono di raggiungere un Paese con un massimo di 200 euro a/r. E se gli attentati degli ultimi tre anni li hanno spaventati - a Taba e Ras Shitan nel 2004, Sharm El Sheik nel 2005 e Dahab 2006 con più di cento vittime - però non li hanno fermati. Anche i numeri parlano chiaro: per l'Ente del turismo egiziano nel 2005 gli investitori stranieri in Egitto erano oltre mille, il doppio nel 2006 e, secondo le ultime stime - ottimistiche - gli immobili acquistati da cittadini europei raggiungeranno le 20mila unità nel 2010. Le leggi locali permettono agli stranieri l'acquisto di un immobile in ogni città, compreso il terreno fino a 10mila metri quadri. Oltre l'acquisto dev'essere perfezionato in società con un egiziano. Inoltre si deve sempre designare un avvocato egiziano con il quale si procede alla registrazione delle firme al tribunale del Cairo. Nella penisola del Sinai (Sharm compresa) le cose sono diverse: la casa si acquista sempre senza problemi ma il terreno entro i 3mila mq viene dato in concessione per 99 anni scaduti i quali torna al governo (anche se, in via ufficiosa, si possono trovare cavilli quali il passaggio ereditario) mentre oltre i 3mila mq anche la cessione viene fatta in società con un egiziano. La registrazione delle firme avviene al Pubblico registro presso il governatore del Sud Sinai, perchè non esiste un tribunale. Queste restrizioni sono state introdotte in virtù del fatto che ormai non ci sono più terreni da acquistare e il mercato è saturo. Al primo posto delle mete preferite dagli italiani in Egitto rimane sempre Sharm El Sheikh dove anche un nutrito gruppo di vip - Renato Schifani, Zucchero, Marco Tardelli, Bruno Conti, Diego Abatantuono, il principe Amedeo d'Aosta e tanti altri - ogni anno si da appuntamento al Domina Coral Bay, costruito negli anni 90 da Ernesto Preatoni. Qui hanno casa Marta Marzotto, Pietro Mennea, Diego della Valle e Umberto Smaila. Avere vicini così illustri ha un prezzo: un monolocale di 46 mq costa intorno ai 130mila dollari (95.200 euro), mentre per un bilocale si parte da 260mila dollari, con vista mare, spiaggia e tutti i servizi di un hotel a 5 stelle. Proprio questa massiccia affluenza di turisti e vip da tutto il mondo ha decretato un aumento dei prezzi in campo immobiliare: comprare casa nella cittadina di Sharm significa avere a disposizione un budget che va dai 2.200 a oltre 4mila euro a metro quadro. Anche Hurghada, dove sorge il complesso di El Gouna che vanta già tanti italiani tra gli investitori in campo immobiliare. Un'altra località molto importante è Dahab, a circa 80 km da Sharm, uno dei più bei centri balneari della penisola del Sinai: se le previsioni degli esperti del settore si rivelano esatte, sarà proprio questa la nuova meta "in" del futuro, ma guai a parlare di seconda Sharm El Sheikh. «Dahab è una tipica cittadina beduina - spiega Sonia Serravalli, collaboratrice di www.immobilmente.com - e i progetti del suo rilancio prevedono la conservazione dello stile tradizionale, pittoresco e incontaminato». Uno dei progetti residenziali più importanti di Dahab è firmato proprio da un italiano Lorenzo Uberti: si chiama Canyon Estate e prevede la costruzione di 50 villette in un residence completo di piscina, ristorante e diving center che sorge proprio sulla spiaggia di fronte alla famosa immersione del Canyon di Dahab.

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