Caparra non dovuta ma richiesta

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2010 alle ore 07:41.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 13:16.

Breve è sinonimo di meno oneroso. Sull'affitto lungo, invece, pesano in modo consistente le spese: un appartamento per l'intera stagione estiva a Rapallo, ad esempio, viene a costare circa 3mila euro, a cui però bisogna aggiungere altri 330 euro di provvigione per l'agenzia e per la registrazione del contratto (l'11% sul canone), escluse le marche da bollo . I contratti di affitto stagionale per le vacanze sono sempre più diffusi, nonostante l'ampia fetta di mercato sommerso. Definiti dalla legge come contratti di locazione transitoria per finalità turistica, sono regolamentati dalla legge 431 del 1998 e dagli articoli 1571 e seguenti del Codice civile. Solitamente questi contratti vengono sottoscritti quando l'affitto supera i 30 giorni (se inferiore, infatti, non vi è l'obbligo di registrazione). In questi casi la provvigione dell'agenzia è pari al 20% sul canone, per metà a carico del proprietario e per metà a carico del conduttore. Nonostante la legge non preveda il deposito di alcuna caparra, nella maggior parte dei casi viene comunque richiesta: solitamente si tratta di una caparra penitenziale prevista in caso di recesso e una confirmatoria che prevede anche un risarcimento in caso di danni. La quota è concordata, ma può essere calcolata in media intorno al 10%. Solitamente, al momento della stipula del contratto, viene fissata anche una quota forfettaria per le utenze (luce, acqua, gas e telefono). È sempre bene, inoltre, specificare nel contratto lo stato dell'appartamento al momento della consegna, descrivendo nel dettaglio l'arredamento e gli accessori presenti all'interno. In caso di affitto annuale, infine, cambia la figura giuridica del conduttore: in buona sostanza a carico di chi affitta ricadono le spese condominiali, le utenze e la tassa dei rifiuti che per gli affitti brevi, invece, non bisogna calcolare. «Il mercato degli affitti stagionali non è controllato – afferma Piero Giordano, segretario nazionale Adiconsum –, soprattutto fuori dalle agenzie. Non bisogna mai affittare a scatola chiusa nelle località di mare ed è sempre bene affidarsi a un professionista fidato. È bene scrivere tutto ed essere scettici nei confronti di formule turistiche bizzarre proposte da certi siti internet. Ci sono state segnalate diverse truffe legate all'affitto di abitazioni in multiproprietà o addirittura di camere all'interno di strutture alberghiere». In caso di controversie legate al contratto di affitto stagionale turistico ci si può comunque rivolgere al Centro europeo dei consumatori di Bolzano. Mi.F. www.euroconsumatori.orgI NUMERI10% Percentuale media della cauzione rispetto al canone La quota non è fissa ma concordata tra le parti. Di solito include i costi relativi al consumo di energia elettrica, acqua, gas e telefono. 11% Spese per il contratto e la registrazione dello stesso Costo della provvigione per l'agenzia e la registrazione del contratto a carico dell'inquilino, escluse le marche da bollo, in percentuale del canone annuo.

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