Il taglio Ici trova il primo «sì»

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Questo articolo è stato pubblicato il 27 giugno 2008 alle ore 07:36.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 15:52.

ROMA Entro 30 giorni dalla conversione in legge del decreto legge 93/2008 che ha soppresso l'Ici, il ministero dell'Interno deve ripartire e accreditare ai comuni e alle regioni a statuto speciale, a titolo di primo acconto, il 50% del rimborso spettante a seguito della soppressione dell'imposta. I criteri per la ripartizione, però, terranno conto anche dell'efficienza nei Comuni nel negoziare l'imposta. Sono alcune delle novità del testo delle commissinioni sul quale ieri l'aula della Camera ha votato la fiducia. Per oggi sono previsti gli ordini del giorno e il voto finale, per approdare verosimilmente la settimana prossima al Senato. Molte le novità, per la cui realizzazione i relatori per la commissione Finanze, Maurizio Fugatti, e Bilancio, Laura Ravetto, si sono fatti parte attiva. Tra l'altro i Comuni potranno rinegoziare i contratti con i concessionari dei tributi locali. Il decreto legge convertito conterrà anche l'esclusione delle sanzioni per i contribuenti che hanno sbagliato sui versamenti a proposito delle pertinenze che restano soggette a imposta e il riferimento per le esenzioni di queste ultime non solo ai regolamenti, ma anche alle delibere dei Comuni. Il Dl contiene anche le regole sulla rinegoziazione dei mutui a seguito dell'aumento dei tassi di interesse. Gli interventi correttivi delle commissioni hanno apportato ulteriori modifiche a favore dei mutuatari. Tra queste la previsione dello spread di rinegoziazione dello 0,5 per cento come tetto massimo e non come importo massimo. E inoltre è stato previsto che la convenzione firmata due giorni fa tra il ministero dell'Economia e l'Abi (si veda l'articolo a pagina 27) debba prevedere la possibilità per le singole banche di proporre condizioni più favorevoli per il mutuatario, con uno specifico onere informativo circa le possibili disponibilità alternative per la clientela. Per quanto riguarda il decreto su crediti di imposta e proroghe delle dichiarazioni, un altro decreto legge, il 97/2008, ha cominciato ieri l'esame da parte dell'aula del Senato. Il testo è stato licenziato dalla commissione Finanze dopo una tormentata seduta martedì sera. Più di una decisione dalla commissione, infatti, è stata adottata con il parere contrario del Governo. Non sono stati però votati emendamenti (tranne uno redazionale) all'articolo due, quindi neanche la proposta del relatore, Rosario Giorgio Costa, di permettere la compensazione del credito d'imposta anche con le indirette e quindi con l'Iva. È stato invece approvato un emendamento della senatrice Helga Thaler Ausserhofer che prevede la dichiarazione per il pagamento dell'imposta di bollo in modo virtuale anche sui documenti che saranno presumibilmente ricevuti (oltre che su quelli emessi) durante l'anno. Tra gli altri emendamenti sono stati approvati uno del relatore, Costa, che prevede lo slittamento al 1° gennaio 2009 per il termine per gli adempimenti in materia di valutazione dei rischi dei datori di lavoro. An. Cr.

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