Dai mobili al frigo, sconti «condizionati»

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 febbraio 2009 alle ore 07:35.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 15:01.

Lavatrici, sofà, librerie, cucine e frigoriferi. E forse persino scrivanie d'antiquariato e lampade di design. Lo sconto fiscale euro varato venerdì scorso dal Governo include quasi tutti gli elementi d'arredo, almeno stando all'articolo 2 del decreto legge, che cita genericamente «mobili ed elettrodomestici». Una definizione molto ampia, che fa il paio però con un limite generale, perché per beneficiare della detrazione del 20% sull'acquisto di oggetti d'arredo bisogna aver effettuato lavori di ristrutturazione edilizia agevolati al 36 per cento. Questo significa che – proiettando su quest'anno la tendenza di gennaio-ottobre 2008 rilevata dalle Entrate – i beneficiari potrebbero essere circa 500mila. Una platea ampia, anche se non quanto avrebbero voluto le imprese del settore, che premevano per aiuti generalizzati. E anche i sostenitori del risparmio energetico contestano il fatto che lo sconto fiscale non sia legato all'acquisto di apparecchi ad alta efficienza energetica. Tenuto conto che si potrà scontare il 20% su una spesa massima di 10mila euro – con una detrazione quindi fino a 2mila euro – il vantaggio teorico ipotizzabile per le famiglie italiane sarà al massimo di un miliardo da spalmare in rate annuali. Con la conseguenza che l'onere del Fisco, in termini di mancato gettito annuale, non dovrebbe risultare eccessivamente pesante. Sempre che lo sconto sugli arredi non faccia aumentare oltre le previsioni il numero dei contribuenti che effettuano lavori agevolati al 36 per cento. Lo slalom tra i requisiti In attesa di eventuali circolari delle Entrate – che potranno meglio precisare nozioni o procedure – quel che è certo è che per ottenere lo sconto fiscale bisognerà completare uno slalom tra una serie di paletti piuttosto stretti. Innanzitutto, gli interventi che consentono di avere lo sconto non sono quelli che beneficiano del 36%, ma solo quelli «di recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali». Sono escluse, quindi, le opere sulle parti comuni condominiali. E dovrebbe essere escluso anche l'acquisto di nuovi box auto (che non è un'opera di recupero di edilizio) e l'acquisto di immobili interamente ristrutturati da imprese (che gode del 36% grazie alla legge 448/2001 e non alla legge 449/1997, richiamata dal decreto legge). Per avere la detrazione, inoltre, i lavori devono essere iniziati dopo il 1° luglio 2008. Chi ha cominciato prima è tagliato fuori. E comunque, non potendo verificare a posteriori quando si è aperto il cantiere, bisognerà fare riferimento al momento in cui è stata sostenuta la spesa. Quindi, per esempio, chi ha versato un primo acconto in contanti a metà giugno 2008, ma ha fatto il primo bonifico un mese dopo, avrà lo sconto. Anche se il cantiere si è aperto prima della data chiave. Il nodo degli oneri Lo slalom tra i requisiti, comunque, non è finito. Anche quando i lavori sono cominciati dopo il 1° luglio 2008, gli acquisti "agevolati" sono solo quelli effettuati dopo l'entrata in vigore del decreto legge ed entro il 31 dicembre di quest'anno. E questo impone una precisazione. Se una famiglia ha rifatto i pavimenti a settembre dell'anno scorso e a dicembre ha comprato un nuovo salotto, non avrà diritto ad alcuna detrazione per quell'acquisto. Viceversa, i nuovi acquisti effettuati il prossimo marzo potranno beneficiare della detrazione. Quanto alle modalità di pagamento, il decreto legge parla di «spese documentate» ed «effettuate con le stesse modalità» previste per il 36 per cento. Alla lettera, significa dire che servirà un bonifico postale o bancario. Ma, se è vero che uno scontrino non sicuramente non sarà sufficiente, molti auspicano che possa essere sufficiente una fattura (decisamente più pratica del bonifico per le spese minori). L'ultimo paletto riguarda l'utilizzo dei mobili e degli elettrodomestici, che devono essere «finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione». In altri termini, gli oggetti cui si applica lo sconto fiscale non possono finire in abitazioni diverse da quella in cui è intervenuto il muratore. Sembra ovvio, ma la norma si presta a qualche furbizia. Infatti, chi ha iniziato i lavori dopo il 1° luglio dell'anno scorso – ma non ha bisogno di nuovi mobili o elettrodomestici – potrebbe fare l'acquisto a proprio nome e poi consegnare gli arredi a un parente. Il tutto, va da sé, è contro la legge. Ma è difficile immaginare controlli diretti nelle case dei contribuenti, soprattutto se le fatture risulteranno in regola dopo un primo riscontro documentale. Un caso a sé è quello di frigoriferi e congelatori, che potranno cumulare la detrazione varata venerdì con quella prevista dalla legge 296/2006 per la sostituzione dei vecchi apparecchi inquinanti. In pratica, chi gode del 36% e acquista un nuovo frigorifero avrà la detrazione del 20%, ma se il nuovo apparecchio è almeno di classe «A+» e ne sostituisce un altro, ci sarà un'altra detrazione del 20 per cento.TUTTE LE CIFRE IN GIOCOVantaggi e limiti: ecco cosa prevede l'articolo 2 Lo sconto fiscale sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici è disciplinato dall'articolo 2 del decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Il bonus è riservato ai contribuenti che hanno effettuato lavori di ristrutturazione edilizia agevolati al 36 per cento. La detrazione sugli arredi, dunque, accompagna quella sui lavori in casa. Con alcune limitazioni, però. Secondo la prima lettura della norma, restano esclusi coloro che hanno fatto lavori sulle parti comuni condominiali, chi ha acquistato nuovi box auto e chi ha acquistato immobili ristrutturati dai costruttori.500mila I POTENZIALI BENEFICIARI Considerando i dati dell'agenzia delle Entrate e stimando che il numero di ristrutturazioni rimanga costante nel 2009, si può calcolare una platea di circa 500mila potenziali beneficiari dello sconto1 miliardo IL VALORE MASSIMO COMPLESSIVO DELLO SCONTO Se tutti i potenziali beneficiari acquistassero nuovi mobili ed elettrodomestici per 10.000 euro, lo sconto fiscale massimo sarebbe di un miliardo circa da ripartire in più annualità. L'esborso per il Fisco, dunque, non dovrebbe rivelarsi troppo pesante20 per cento IL LIMITE DELLA DETRAZIONE La detrazione del 20% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici va calcolato sul prezzo d'acquisto Iva compresa fino a 10.000 euro. La detrazione massima è di 2.000 euro. La prima rata sarà sottratta nella dichiarazione dei redditi 201036 per cento LA DETRAZIONE CHE FA DA PRESUPPOSTO Lo sconto sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici è riservato a coloro che godono della detrazione del 36% per lavori di recupero del patrimonio edilizio su singole unità immobiliari residenziali1° luglio 2008 IL TERMINE DECISIVO PER I LAVORI Per avere diritto alla detrazione sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici occorre che i lavori agevolati al 36% siano iniziati dopo il 1° luglio. La «partenza» dei valori sarà documentata in base al momento in cui sono state effettuate le spese31 dicembre 2009 LA SCADENZA DEL BONUS L'agevolazione per gli arredi riguarda le spese sostenute fino alla fine di quest'anno. La norma, comunque, non menziona un termine rispetto alla fine dei lavori: quindi si può ultimare la ristrutturazione a febbraio e pagare i mobili a dicembre

DOMANDE E RISPOSTE1 Ho iniziato i lavori di ristrutturazione dopo il 1° luglio 2008, ma ho già acquistato tutti gli arredi di cui avevo bisogno. Posso beneficiare dello sconto per quegli acquisti? Secondo il decreto legge, non si può beneficiare della detrazione del 20% per gli acquisti effettuati in precedenza. Ma si ha diritto allo sconto fiscale sugli acquisti di mobili o elettrodomestici effettuati dopo l'entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2009. 2 L'intervento di recupero edilizio è cominciato prima del 1° luglio 2008, ma i lavori sono andati per le lunghe e ora vorrei comprare dei mobili. Ho diritto allo sconto I lavori sono partiti prima del termine richiesto dal decreto legge e non importa che non siano ancora stati completati: non si ha diritto allo sconto.3 Ho in programma di ristrutturare la mia casa nei prossimi mesi e chiederò la detrazione del 36 per cento. Entro quale termine devo effettuare gli acquisti di mobili ed elettrodomestici per non perdere lo sconto?Il decreto non pone come condizione che l'acquisto avvenga nel corso dei lavori per il 36% né oltre il loro termine o il collaudo finale. Allo stato della normativa, basta rispettare la scadenza finale del 31 dicembre 2009.4 Lo sconto fiscale sugli arredi può essere chiesto solo se si ha diritto al 36% per l'edilizia?Sì, è indispensabile avere anche la detrazione del 36 per cento. Detto questo, il 36% può essere teoricamente richiesto per lavori di scarso conto (come la sostituzione di un tubo del gas per ragioni di sicurezza, vedi circolare Entrate 6 febbraio 2001, n. 13). Sempre teoricamente – e a patto di conoscere bene la procedura – chi vuole acquistare mobili ed elettrodomestici di un certo costo, potrebbe promuovere un intervento poco costoso, ma agevolato al 36 per cento. 5 Quali sono gli elettrodomestici con lo sconto fiscale? Tutti o solo quelli ad alta efficienza enegertica? Non esistono definizioni di legge su cosa sia un «mobile» o un «elettrodomestico». Né si fa riferimento a requisiti di efficienza. La definizione per ora è generica. 6 Come funziona la detrazione per i frigoriferi e i congelatori? Chi gode della del 36% e sostituisce il proprio frigorifero o congelatore con un modello di classe energetica non inferiore ad «A+»,potrà godere di due detrazioni fiscali: il 20% sulla sostituzione e il 20 per cento sull'acquisto. Se invece non viene acquistato un nuovo frigorifero o non viene rottamato un vecchio apparecchio, ci sarà godrà una sola detrazione pari al 20% del prezzo di acquisto.

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