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Il bonus fiscale «pretende» anche il caldo




Da diversi anni l'acquisto del condizionatore fruisce, a determinate condizioni, della detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per l'installazione e della riduzione dell'aliquota Iva dal 20 al 10 per cento. Queste le agevolazioni fiscali, in vigore sino al 31 dicembre 2007, previste per l'installazione dei condizionatori, a patto che siano dotati anche di pompa di calore. In sede di dichiarazione dei redditi i benefici consentono il recupero, in 10 anni, del 36% del costo dell'intervento da commisurarsi, al massimo, a 48.000 euro (in sede di dichiarazione dei redditi 2007, inizia la detrazione della prima rata delle spese sostenute nel 2006).
Nell'individuare le operazioni agevolate, l'articolo 1 della legge 449/1997 (e successive proroghe e integrazioni), che ha introdotto dal 1998 i benefici fiscali del 36%, accanto agli interventi di recupero edilizio definiti dall'articolo 3 del Dpr 380/2001, prevede che siano distintamente agevolate anche «le opere finalizzate al risparmio energetico di cui alla legge 9 gennaio 1991, n. 10 e al Dpr 26 agosto 1993, n. 412». La circolare 57/E del 1998 precisa che le opere finalizzate al risparmio energetico possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie, come in genere avviene per l'installazione dei moderni condizionatori d'aria.
La necessitą che il condizionatore sia utilizzabile anche ai fini del riscaldamento, a integrazione o sostituzione dell'impianto di riscaldamento autonomo o centralizzato gią esistente, fa rientrare sicuramente l'intervento tra quelli idonei a conseguire un risparmio energetico. L'installazione del condizionatore non rientra, invece, tra gli interventi per i quali si applica la detrazione del 55% per la maggiore efficienza energetica degli edifici, ai sensi dell'articolo 1, commi 344-349 della legge 296/2006 (riferito solo all'installazione effettiva di caldaie a condensazione).
Allo stesso modo, non si rende applicabile la detrazione del 20% di cui all'articolo 1, comma 359 della legge 296/2006, prevista per l'installazione di variatori di velocitą e motori a elevata efficienza energetica che consentono una riduzione dei consumi elettrici e per impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 kW. In genere, infatti, il condizionatore che installiamo nelle nostre case, anche con inverter, ha una potenza di molto inferiore.
Per quanto riguarda la riduzione dell'Iva, che comunque risulta tra le spese detraibili ai fini del 36%, le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria rientrano tra i beni significativi di cui al Dm 29 dicembre 1999. Pertanto in base all'articolo 1, commi 387-388, sino al 31 dicembre 2007 si applica l'aliquota Iva del 10% per le prestazioni di installazione e per l'acquisto dei materiali diversi dai condizionatori, mentre per l'acquisto dei condizionatori l'Iva al 10% vale solo fino a concorrenza del valore della manodopera e degli altri materiali. Per la parte eccedente di valore si applica l'imposta con l'aliquota ordinaria del 20 per cento.
Lo sconto
36%
Detrazione Irpef
In dieci anni fino a 48mila euro



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