Casa24
Stampa l'articolo Chiudi

Inpartner in attesa sui dossier Ipi e Zunino


Ipi che torna ai torinesi? È un'ipotesi che circola da quando, circa un anno fa, Mediobanca ha avuto il mandato per trovare un compratore per la quota del 29% di Ipi in mano alla Intermobiliare della famiglia Segre. Ci sarebbero infatti contatti fra Piazzetta Cuccia e la Inpartner , società (che gestisce un fondo da circa 100 milioni di euro) attiva nel real estate nata nel 2006 e della quale il gruppo De Agostini è il primo azionista. La settimana è importante: Danilo Coppola qualche giorno fa ha promesso, tramite un documento presentato la scorsa settimana al Tribunale di Roma, di vendere la propria quota in Ipi (il 47%). Le mosse di Inparter. Torinesi i Segre, torinese la Ipi (nata come costola della Fiat) e torinesi pure alcuni dei maggiori manager di Inpartner: come l'attuale Ad di Inpartner Cesare Ferrero, proprio alla guida di Ipi fino al 2004. Senza dimenticare alcuni degli azionisti di Inpartner: Paolo Cantarella, ex amministratore delegato della Fiat . Ma pure la Gefim , holding dei Ponchia, famiglia che sotto la Mole è nota dai primi del 900 per le importanti attività nel settore del real estate e soprattutto dello sviluppo immobiliare. Cesare Ferrero (tramite la Reva), Cantarella e la famiglia Ponchia sono alcuni degli azionisti di Inpartner che vede tra i suoi soci anche De Agostini e la Galotti di Bologna della famiglia Marchesini. «Ipi ci è stata presentata come operazione – conferma Stefano Ponchia – ma questo non vuol dire che la faremo. Certo, ci potrebbe interessare, ma non alle condizioni attuali». La famiglia Ponchia, del resto, conosce bene Ipi: tre anni fa, quando Luigi Zunino decise di cedere Ipi, la Gefim si presentò ai nastri come potenziale acquirente. «Stavamo cercando di uscire dai confini piemontesi e Ipi rappresentava una buona occasione» spiega Ponchia. Il tentativo del 2004. Tutti sanno come è andata a finire: Zunino ha ceduto Ipi a Danilo Coppola, che ancora oggi (malgrado parte della sua quota sia sotto sequestro) ne è l'azionista di maggioranza. Gefim ha dovuto, dunque, scegliere la strada delle alleanze per crescere: ha stretto un'alleanza con Aedes per lo sviluppo nell'area del Parco Adriano a Milano e una joint venture con Beni Stabili per acquistare asset singoli: tra i quali 4 ex-edifici Fiat come la vecchia sede di Corso Marconi, la Isvor di Corso Dante, il grattacielo Lancia e una parte dello stabilimento Lancia. «Il problema – continua Ponchia – è che la quota di Intermobiliare per la quale Mediobanca cerca un compratore è di minoranza». Un nodo che, fino a ieri, sembrava difficile da sciogliere, ma che con l'ultima dichiarazione di Coppola sembra finalmente risolvibile. Il nodo dell'Opa. Uno degli interrogativi resta il prezzo al quale i potenziali interessati potrebbero lanciare l'offerta. Ad oggi varrebbe il prezzo massimo pagato da Intermobiliare: cioè i 6,1 euro che nessuno vuole però prendere in considerazione. Tuttavia il prossimo 27 marzo, per i regolamenti sull'Opa, sarà scaduto il termine entro il quale prendere i 6,1 euro come riferimento. Ipi, del resto, possiede un'area che fa gola agli operatori specializzati nello sviluppo immobiliare, come Porta Vittoria. Ma ha in pancia anche un complesso come il Lingotto. Fino a oggi Inpartner ha messo a segno alcune operazioni immobiliari: ha comprato da Beni Stabili un ex-immobile Comit in via Sila a Milano e un altro palazzo in via Madama Cristina a Torino e ha siglato due contratti di partnership con la Redilco per alcuni progetti immobiliari alle porte di Milano. Ma manca il grande colpo. Oltre che su Ipi gli occhi di Inpartner sarebbero rivolti anche su alcuni degli asset del portafoglio (per un controvalore di meno di un miliardo di euro) che la stessa Mediobanca sta vendendo all'interno delle proprietà di Luigi Zunino. Del resto, i 100 milioni raccolti da Inpartner, uniti alla leva, potrebbero avere una potenza di fuoco doppia. Senza contare che azionisti come De Agostini hanno le capacità finanziarie per investire altre risorse nel real estate nel caso si presentassero opportunità interessanti. Carlo Festa


P.I. 00777910159 - © Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati