L'addio di Babcock & Brown

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Questo articolo è stato pubblicato il 23 dicembre 2008 alle ore 07:33.
L'ultima modifica è del 17 dicembre 2010 alle ore 15:09.

È un'altra delle grandi vittime della crisi globale. Si tratta del colosso australiano Babcock & Brown, che ha ammainato la bandiera di fronte a una sitazione finanziaria difficilissima da sostenere. Per ora non si parla di un altro caso Lehman per il colosso degli investimenti di Sidney, ma l'appuntamento è fissato per il 9 gennaio: data cruciale per il nuovo piano industriale e finanziario che dovrà vedere il via libera del pool bancario internazionale esposto per circa 3 miliardi di dollari australiani. Le banche hanno, per ora, ridato fiducia a Babcock & Brown, concedendogli nuova finanza, per l'ordinaria amministrazione, per circa 150 milioni di dollari: ossigeno per continuare a sperare. Nel frattempo è stata decisa la cessione e la liquidazione degli asset mondiali in tre aree: private equity, leasing e real estate, mentre proseguirà l'attività fondamentale, cioè gli investimenti in infrastrutture. La crisi di Babcock & Brown è globale ma, come nel caso di Lehman Brothers, a patirne le conseguenze sono state anche aree geografiche che negli ultimi anni sono state redditizie. Come, appunto, l'Italia. Qui Babcock & Brown, sotto la guida nel real estate di Maurizio Monteverdi, si è segnalato negli ultimi anni come investitore attivo, in particolare sui progetti di sviluppo. In Italia verranno liquidati tutti gli asset immobiliari detenuti direttamente dalla casa madre australiana, mentre è da capire il destino delle attività nel real estate in mano alla Sgr. I fondi, sottoscritti anche da altri investitori, potrebbero infatti resistere all'ondata di piena e proseguire l'attività dopo un riassetto. Finora il colosso australiano ha operato in Italia nel real estate principalmente tramite jv o fondi. Tra i progetti in corso ce ne sono diversi in Lombardia: tutti effettuati tramite il Babcock & Brown Development Fund (certificato da Ernst&Young al 30 giugno aveva un Nav di circa 65 milioni), nella cui compagine è entrato nel 2007 anche il gruppo assicurativo Generali. Il Leone di Trieste è anzi, salito in maggioranza nel fondo, al 66% della compagine, mentre l'investitore di Sidney è restato al 34 per cento. Tre i progetti realizzati o in corso di realizzazione da parte del fondo ce ne sono tre, tutti finanziati dalla Banca Popolare di Milano che ha preso le opportune garanzie ipotecarie sugli asset. Uno dei progetti è a Limito, in provincia di Milano: un'area residenziale già realizzata e in corso di vendita visto che sono stati effettuati già rogiti per il 50% della disponibilità. Gli incassi, progressivamente, andranno a rimborsare i finanziamenti di Bipiemme. È ancora in fase iniziale, invece, la realizzazione dello sviluppo a Broni (Pavia). A Limito e a Broni i finanziamenti della Bipiemme sarebbero di 20 milioni. Più indecifrabile, infine, è la realizzazione del progetto di maggiori dimensioni: cioè la Torre delle Arti (una “scultura architettonica” alta 94 metri) sull'area ex-Montedison in via Principe Eugenio a Milano. Qui l'esposizione di Bipiemme è per circa 40 milioni, garantiti da ipoteca. Il progetto avrebbe visto negli ultimi mesi delle modifiche con una revisione al rialzo dei costi. Ecco perché è stata prevista l'opzione di un aumento di capitale, da decidere in gennaio nell'assemblea dei soci. Ma con Babcock & Brown in uscita, il peso finanziario ricadrebbe solo su Generali. Ecco perché, a breve, si attenderebbero notizie sull'arrivo di un nuovo socio. In passato, secondo indiscrezioni, c'era stata qualche discussione con Salvatore Ligresti. C.Fe.UN IMPERO IN AFFANNO L'impero di Babcock Il colosso finanziario australiano degli investimenti è attivo in diverse aree: tra le principali ci sono quella delle infrastrutture, del leasing, del private equity, del real estate. Oggi Babcock & Brown è esposto per circa 3 miliardi di dollari australiani verso un pool di banche internazionali. Il piano di risanamento Il prossimo 9 gennaio è previsto un incontro con le banche in cui verrà reso pubblico il piano di risanamento. Per ora è stata decisa la liquidazione internazionale di tre aree: leasing, private equity e real estate. Gli investimenti in Italia Nel nostro Paese Babcock & Brown è attivo soprattutto nell'area delle infrastrutture (con diversi parchi eolici soprattutto nel Sud Italia) e nel real estate. Il primo team è guidato dal manager Salvatore Lo Bianco, mentre l'immobiliare è affidato a Maurizio Monteverdi. La cessione degli sviluppi Tra i progetti in liquidazione in Italia ci sono quelli seguiti con Generali. In particolare, la Torre delle Arti a Milano, per la quale potrebbe essere individuato un nuovo socio che affiancherà la compagnia triestina

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